La vela aiuta la riabilitazione dei pazienti onco-ematologici

12 maggio 2026 alle 16:45
Brescia, 12 mag. (askanews) - Un'esperienza di navigazione che diventa parte della cura. Sono i progetti Sail Camp, Progetto Itaca e Sognando Itaca, rivolti ai pazienti onco-ematologici di tutta Italia, promosso dalla sezione di Brescia dell'Ail, l'associazione italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma. Giornate in barca a vela, sui laghi del Nord ma anche in mare, per ritrovare fiducia, socialità e qualità della vita anche durante il percorso di riabilitazione dopo la malattia."I pazienti possono beneficiare di rapporti sia con i loro medici, che tradizionalmente vivono e vedono in ospedale quindi in un altro contesto, sia con i familiari, sia con persone completamente esterne alla loro routine, come per esempio può essere l'equipaggio di una barca a vela in questo caso quindi è un'esperienza estremamente totalizzante, nuova per i pazienti, e il feedback che noi abbiamo è veramente di grande soddisfazione, di grande umanità" ha detto Michele Malagola, responsabile centro trapianti midollo per adulti Spedali Civili Brescia.Si tratta soprattutto, ha osservato Giuseppe Navoni, presidente Ail Brescia, di superare gli enormi sconvolgimenti che questo tipo di malattie provocano in chi si ammala: "Abbiamo imparato e colto l'esigenza dei malati di poter ritrovare la normalità, anzi una straordinarietà che li porta alla normalità, e la barca a vela cambia le sensazioni, l'umore delle persone, diventano degli appassionati, navigando in mezzo alla natura con il vento, il sole. Poter ritrovare questa libertà, questa possibilità di prendere il timone nella propria vita, guardare avanti, guardare al futuro, cercare una rotta, trovare la strada per continuare a vivere e realizzare i propri sogni che non devono essere interrotti dalla malattia ematologica, questo è un approccio straordinario, lo abbiamo studiato e verificato anche grazie alle nostre psicologhe che seguono l'andamento di quelle persone che hanno più occasioni di uscite".Partite da Brescia le iniziative di vela-terapia si stanno estendendo in tutta Italia e a persone con altre patologie, il tutto grazie alla collaborazione tra ospedali, associazioni di pazienti e circoli velici. Un modello di medicina integrata che mette al centro non solo la cura clinica, ma anche il benessere psicologico e relazionale della persona."Il rapporto con le associazioni - ha sottolineato Luigi Cajazzo, dg Asst Spedali Civili Brescia - è fondamentale. Sono un ponte straordinario tra l'eccellenza dei nostri clinici e la vita e l'equilibrio dei nostri pazienti. In questo caso Ail, con la collaborazione di Aob, ha ideato e realizzato questo progetto per i pazienti dell'ematologia, pazienti che dopo la fase acuta hanno la possibilità di intraprendere un viaggio in barca a vela nei nostri laghi. Un viaggio che è anche simbolico verso la ricerca del proprio equilibrio, della propria vita, della propria serenità". Quanto ai cosiddetti caregiver Sail Camp si rivolge anche a loro con un'uscita dedicata in programma sul lago di Garda il 23 e 24 maggio.