La Torre dell'Elefante e la storia del suo costruttore
Che la famosa torre con l'elefantino posizionato sopra una mensola sia considerata uno dei simboli più conosciuti della nostra città, non ci sono dubbi. Sul fatto che il suo progettista, a cui si devono anche altre opere di fortificazione, fosse apprezzato, di dubbi ce ne sono ancora meno. A ricordarcelo è infatti l'appellativo di "optimus" riferito alla sua attività di architetto. L'iscrizione si trova in una lapide collocata nella Torre di San Pancrazio, completata nel 1305, che venne progettata da Giovanni Capula, di probabili origini sarde se non addirittura nativo di Cagliari.
Ma non è l'unico indizio della sua bravura. Infatti, percorrendo la via Università, strada che durante la dominazione pisana si trovava al di fuori delle mura cittadine e che nel corso della sua storia ospitò anche un mercato, ci si ritrova ai piedi di quella maestosa costruzione. È appunto la Torre dell'Elefante, che da questo lato, il più alto, misura ben 42 metri. Ai suoi piedi, vicino all'ingresso, è presente un'epigrafe che, nella parte finale, in riferimento al suo costruttore Capula, riporta l'espressione "numquam suis operibus inventus sinixter".
Un modo per ricordare che non fu mai trovato incapace o impreparato nel progettare le sue opere. Ma potrebbe riferirsi anche al fatto che il destino non gli fu mai contrario. Qualcuno nel tempo ha anche ipotizzato che si trattasse di un modo per mettere a tacere probabili male lingue di chi non credeva nell'esito fortunato dei suoi imponenti lavori.
Addirittura si potrebbe pensare che si trattasse di una sorta di biglietto da visita per attestarne le capacità costruttive, in un'epoca in cui ancora non esistevano le réclame e tanto meno le certificazioni previste dai moderni codici degli appalti. Di una cosa però, siamo certi. L'affidabilità della durata delle sue costruzioni non si discute e ne siamo testimoni noi, in prima persona, insieme alle migliaia di visitatori che ogni anno alzano gli occhi al cielo per vedere l'elefante sulla torre.
