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L'arte di fotografare l'arte: lo sguardo di Aurelio Amendola
16 giugno 2026 alle 08:47
Milano 16 giu. (askanews) - Lo sguardo di un fotografo sull'arte e sugli artisti, la capacità della fotografia di rendere vive le storie e le persone, ma anche le architetture e le sculture. Aurelio Amendola, uno dei più famosi ritrattisti dei protagonisti del contemporaneo, torna a Palazzo Reale di Milano dopo 30 anni con la mostra "Capolavori fotografati" e con sé, a 88 anni, porta anche una visione storica della fotografia. "Io continuo a lavorare in analogico - ha detto Amendola ad askanews - gli altri con il digitale e tutto io non ci capisco niente, non è il mio mondo. La mia è una fotografia pensata, ci metto un'ora e quella è. Io sono rimasto come prima, non cambio niente. Amo il bianco e il nero, mi piace stampare e sviluppare da me e io continuo così finché potrò".In mostra le fotografie scattate negli studi di tre grandi protagonisti del Novecento come Hermann Nitsch, Emilio Vedova e Alberto Burri, di quest'ultimo è esposta la famosissima, e indimenticabile, serie che riprende una combustione dell'artista di Città di Castello. "In quel momento - ha aggiunto il fotografo - dovevo fare solo delle belle foto, ma se Burri non avesse mostrato la prova, io quelle foto non le avrei fatte. Lui mi disse: questa è la fiamma ossidrica, quando inizio non posso smettere. Io questo lo sapevo, allora io porto sempre le mie luci e come vedete c'è un controluce, perché altrimenti le immagini sarebbero venute piatte e devo dire quando lui incominciò a lavorare io con la mia Hasselblad gli andai dietro. Ho passato una settimana con lui, meravigliosa". Esposta per la prima volta una serie di scatti sul Duomo di Milano, che mostrano la capacità di Amendola di "leggere" anche le architetture più note e poi grandi immagini dedicate alla sculture di Michelangelo, con le Pietà, di Bernini, con i capolavori di Villa Borghese e Antonio Canova, con una serie dedicata ad Amore e Psiche. "Quando fotografo una scultura io devo creare un lavoro - ha concluso Aurelio Amendola - e questo Amore e Psiche mi piaceva da tanti anni, ora qui di sono quattro sole stampe, ma ne esiste una serie. Io ho fatto parlare queste due persone meravigliose, con una sensualità non indifferente e con la luce sono riuscito a tirare fuori queste immagini, forse possono piacere, forse no, io sono contento però".La mostra, promossa dal Comune di Milano con Palazzo Reale e l'associazione culturale Building, resta aperta al pubblico fino al 6 settembre.
