Il rientro dei turisti sardi bloccati a Dubai: "Sopra di noi droni e missili.Un incubo che non possiamo dimenticare"

06 marzo 2026 alle 20:47aggiornato il 06 marzo 2026 alle 22:23

Il caloroso abbraccio con i familiari. Il momento tanto atteso del rientro a casa dopo aver vissuto momenti che non potranno mai dimenticare. L’arrivo all’aeroporto di Elmas dei 15 cagliaritani rimasti bloccati nel porto di Dubai a bordo della nave della Msc Crociere. Lo scoppio della guerra nel Golfo li ha sorpresi nello scalo della città degli Emirati Arabi Uniti. Il tempo per loro si è fermato tra paura e angoscia. Sei giorni in attesa di tornare a casa. Sopra di loro hanno visto  droni e missili.

Venerdì mattina finalmente sono saliti sull’ aereo che li ha portati a Fiumicino. In serata sono sbarcati a Cagliari. Il racconto di Giovanni Melis, che dopo aver abbracciato la sorella Annalisa che per sbloccare la situazione si è rivolta alla Farnesina e ha anche rivolto un appello alla Regione Sardegna, parla con i giornalisti. “Abbiamo vissuto giorni di grande paura. Mai avrei pensato di vedere la guerra così da vicino. Davanti a noi le coste iraniane e tante imbarcazioni bloccate. Abbiamo visto i missili e sentito boati poco rassicuranti. Ieri ci hanno comunicato che c’era la possibilità di tornare a casa dall’aeroporto di Dubai.

Stamattina il personale della Msc Crociere ci ha accompagnato nello scalo. Non è stato facile. Tantissime persone nell’aerostazione volevano, come noi, lasciare gli Emirati. Alla fine abbiamo trovato il varco giusto e siamo saliti sull’aereo”. Insieme ai 15 crocieristi, sul volo di linea di Aeroitalia, ha viaggiato anche il cagliaritano Pietro Mossone insieme alla moglie e al figlio: “Lavoro a Dubai, ma ora non ci sono le condizioni per vivere lì. Comunque, le difese militari degli Emirati hanno funzionato. Per fortuna, per noi nessun problema. Ora siamo a casa”