Olbia, violentata a 8 anni, poi venduta a un gruppo di uomini e costretta a prostituirsi: udienza horror in Tribunale
Un racconto angosciante, un incubo durato 14 anni: pratiche sessuali «aberranti», violenze «con l’ausilio di strumenti di ferramenta, umiliazioni e colpi con un bastone chiodato»(Foto Pixabay.com)
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Pratiche sessuali «aberranti», violenze con «l’ausilio di strumenti di ferramenta, minacce e colpi con un bastone chiodato, umiliazioni continue davanti ad altre persone e anni di vessazioni sul posto di lavoro»: è l’orrore descritto in aula a Tempio, durante una angosciosa udienza penale del processo sul caso di donna che ha subito abusi sin da bambina.
È una storia terribile (tutta da provare) quella descritta nel capo di imputazione della pm Sara Martino. I fatti sono avvenuti dal 2004 sino al 2018 nella Penisola e poi a Golfo Aranci e Olbia. La vittima sarebbe stata costretta anche a prostituirsi.
Oggi è stato sentito dai giudici il consulente della Procura di Tempio, lo psichiatra Paolo Milia, che valutò le condizioni della ragazza dopo i gravissimi, ripetuti abusi. Lo specialista ha parlato di «violenza terrorizzante» riferendosi all’abisso di ferocia che la donna avrebbe vissuto. Stando agli atti, la vittima subisce all’età di otto anni il primo abuso sessuale. Successivamente viene affidata a un uomo che avrebbe dovuto aiutarla (e inizialmente lo fa anche) ma poi, secondo la pm Martino, diventa il suo carnefice. Dall’adolescenza alla maggiore età e anche oltre, stando alle indagini, la vita della vittima è una sequenza di violenze indicibili. Il presunto aguzzino avrebbe costretto la giovane a prostituirsi e sotto processo ci sono anche tre uomini che avrebbero incontrato la ragazza. Il penalista Giampaolo Murrighile, difensore del presunto responsabile delle violenze, ha chiesto una perizia psichiatrica per il suo assistito.
