L’esperta.

«Un monitoraggio serio per chiedere i ristori alla Ue e alla Regione» 

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«Non sappiamo cosa fare, non possiamo certo andare a caccia di delfini e cormorani», dice Valter Rizzardini, vice presidente della cooperativa ittica Santa Gilla. «Questi animali sono in grado di adattarsi in qualsiasi contesto, soprattutto dove ci sono prede facilmente catturabili, come nello stagno di Cagliari», premette Gabriella La Manna, biologa marina dell’Università di Sassari, una delle maggiori esperte sull’argomento. «Abbiamo affrontato più volte il problema, anche perché i pescatori si lamentano in molte zone della Sardegna». Quale potrebbe essere la soluzione? «I pescatori non hanno alternative se non chiedere ristori alla Regione, che può compensare le perdite attraverso finanziamenti della Unione Europea», spiega la biologa. Il percorso dei rimborsi va affrontato in modo scientifico avvalendosi di professionisti. «È fondamentale studiare a fondo il fenomeno, monitorarlo costantemente, così da avere dati precisi. Solo dopo un’accurata indagine, questi dati potrebbero essere trasmessi agli uffici tecnici della Regione che, come già fatto in altre occasioni, avvierebbero le procedure burocratiche. Non sarà facile, ma noi dell’Università di Sassari siamo a disposizione». (a. a.)

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