L’assalto alla Sardegna sta per iniziare in concreto. I comitati si organizzano, raccolgono le forze in vista di quella che sembra essere la battaglia decisiva per provare a frenare l’invasione eolica e agrifotovoltaica.
Il Presidio permanente del popolo sardo non lancia soltanto l’allarme per la terra che sarà “donata” alle multinazionali per la produzione di energia, tra l’altro in quantitativi superiori a quelli previsti dall’Europa. I 370mila ettari di Sardegna che saranno letteralmente ricoperti da impianti eolici e fotovoltaici rappresentano un motivo in più per proseguire quella che ormai è diventata una crociata.
Almeno così la interpreta Davide Fadda, portavoce del Presidio permanente del popolo sardo: «Lo Stato ha individuato per conto della Sardegna le aree idonee», spiega. «Parliamo di ettari ed ettari di terreno inquinato in base a diverse gradazioni, ma anche di cave, zone militari e agricole di cui la nostra Isola abbonda. Il Governo di Roma sarà felice di risparmiare diverse centinaia di milioni di bonifiche grazie a questa operazione». Non è tutto: «Il decreto 175 è stato scritto sulla pelle dei sardi», prosegue Fadda, «e sulle ferite mai suturate e rimarginate di 150 anni di colonizzazione italica». Quindi la richiesta: «La Regione deve impugnare senza ulteriori indugi il dl 175 di fronte la Corte Costituzionale per palese conflitto di attribuzioni di competenza. Ogni emendamento presentato», chiosa Fadda, «potrebbe costituire un’accettazione di fatto».
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