Il no del Consiglio alla proposta del centrodestra (promotore Raffaele Onnis) di utilizzare il futuro nuovo stadio per qualche giornata per eventi e manifestazioni direttamente gestiti dal Comune, come era prevedibile, alla fine è arrivato. Un “no” nel metodo, più che nel merito, però. Perché l’amministrazione non sarebbe contraria, anzi non lo è, a utilizzare l’impianto per organizzare grandi eventi che può proporre alla città, ma senza legare questa decisione al piano economico finanziario presentato dal Cagliari calcio. Nelle scorse settimane, della possibilità di utilizzare il nuovo impianto il Comune ne aveva anche già discusso con il Cagliari calcio. Ma «incardinare questa possibilità nel Pef significherebbe rivalutarlo un’altra volta, quindi far ripartire un nuovo iter e non riuscire a rispettare i tempi dettati dall’Uefa per Euro 2032», spiega Massimo Zedda. Tradotto: «Significherebbe, forse, anche non fare lo stadio», aggiunge.
L’alternativa
Di fronte a questa eventualità, la maggioranza si blinda e vota quindi no contro la proposta così come strutturata nell’ordine del giorno. «Sarebbe meglio stipulare una convenzione a parte, con un abbattimento dei costi per l’amministrazione», a canone concordato, quindi, «e utilizzare l’impianto senza indicare le giornate. È meglio, infatti», spiega ancora Zedda, «avere maggiore libertà». In base agli eventi, «magari ci potrebbe servire utilizzare per due giornate all’anno lo stadio da 30mila posti», uno dei desideri è riproporre un concerto di Vasco Rossi,dopo il successo di quello del 1991 al Sant’Elia, «oppure per altre giornate la parte dedicata ai convegni», il nuovo impianto avrà infatti un'0area che potrà ospitare fino a 2000 persone per congressi, «o ancora potrebbe essere utile utilizzare lo stadio provvisorio che, come noto, resterà in piedi ma solo con 4500 posti», dice ancora Zedda.
La replica
Inevitabile la delusione tra i banchi del centrodestra. «Ritengo che non prevedere nel Pef la possibilità di fruizione del nuovo stadio per eventi e manifestazioni direttamente voluti e gestiti dall’amministrazione, per alcune date all’anno, voglia dire rinunciare a una straordinaria opportunità di sviluppo per tutto il tessuto economico locale», afferma Raffaele Onnis. «Con l’ordine del giorno ho posto l’accento su un vulnus. Nel Pef si parla di uno spazio polifunzionale ma non viene individuata una fruizione da parte del Comune. Rinunciare a questo», conclude, «è un errore». ( ma. mad. )
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
