La stagione turistica estiva europea potrebbe essere messa sotto pressione dalla crisi in Medio Oriente, che sta incidendo sul mercato del jet fuel, il carburante per l’aviazione. A lanciare l’allarme è la Commissione europea, che ha riunito i ministri dei Trasporti in videoconferenza per valutare possibili contromisure su approvvigionamenti e prezzi.L’obiettivo, secondo il commissario Ue ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas, è prepararsi sia all’emergenza attuale sia a eventuali crisi future.
Intanto Lufthansa ha annunciato di aver cancellato 20mila voli dal programma tra maggio e ottobre: collegamenti a corto raggio non redditizi per ridurre i costi del cherosene. La stessa società ha spiegato che si tratta di voli affidati a CityLine.
Sul fronte dei passeggeri, il solo aumento dei prezzi però non basta a giustificare il mancato risarcimento da parte delle compagnie aeree per la cancellazione dei voli. Per Bruxelles è «la carenza di carburante» la sola «circostanza straordinaria» che può esonerare le compagnie dall'obbligo di compensazione per una tratta annullata. Insomma: rimborso del biglietto sì, risarcimento no.Sul tavolo anche l’ipotesi di introdurre una soglia minima obbligatoria di scorte di jet fuel per gli Stati membri, in modo da garantire una riserva di emergenza comune. L’Ue dispone già di stock strategici, che però verrebbero immessi sul mercato solo in caso di reale necessità.
Bruxelles sta lavorando alla creazione di un osservatorio europeo sui carburanti, incaricato di monitorare livelli di approvvigionamento e andamento dei prezzi.
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