Hanno scelto di dare un pasto ai bambini invece di pagare il mutuo. Oggi quella decisione presenta il conto: la casa dove la nonna ha cresciuto i suoi nipotini è stata venduta all’asta. Ora la famiglia ha un’unica speranza: raccogliere 30mila euro per riacquistarla e non perdere per sempre il luogo che chiamano casa. Questa storia che arriva da Pabillonis è fatta di sacrifici e scelte difficili. Perché una nonna, quando vede i figli in difficoltà, li aiuta. E ancora di più fa per i nipotini.
Il racconto
«So di essere nel torto, ma per una giusta causa e rifarei questa scelta altre volte», racconta la donna, che in questi anni ha messo davanti a tutto i bisogni dei più piccoli. In quella casa che non vogliono perdere per sempre lei ha cresciuto i figli dei suoi figli, bimbi tra i dieci e i due anni. «Ci è stato proposto di far domanda per una casa popolare, ma non vogliamo perdere la nostra dimora: è un insieme di ricordi, brutti ma anche belli, di lacrime, di sudore. Ricordi stampati nella mente soprattutto per i nostri nipotini, alcuni rimasti orfani da piccoli. Loro associano a quelle mura il sorriso del loro padre che non c’è più». La donna e suo marito raccontano quanto la scelta è stata di cuore: «Quando le entrate non bastavano più, la priorità è diventata garantire cibo e quotidianità ai miei nipoti, anche a costo di interrompere il pagamento del mutuo».
La casa
Di proprietà da oltre 25 anni, è stata messa all’asta e venduta. La famiglia sperava ancora di poterla riscattare: «Avevamo provato a richiedere un nuovo mutuo, contando anche sul fatto che mio marito andrà in pensione tra quattro anni. Abbiamo anche valutato la possibilità di far acquistare l’immobile a un altro familiare, ma ogni tentativo è arrivato troppo tardi». L’immobile risultava già venduto a settembre, con rogito formalizzato questo febbraio, quindi, di fatto, non è più casa loro. Un aspetto che ha reso la situazione ancora più difficile da accettare è il fatto che la famiglia non fosse a conoscenza delle tempistiche dell’asta e della vendita. Gli acquirenti non sapevano che l’abitazione fosse occupata da una famiglia con bambini. Una volta informati, però, hanno mostrato disponibilità e sensibilità. Nel frattempo il Comune si è attivato.
Il Municipio
Il sindaco Riccardo Sanna e l’assessora ai Servizi sociali Graziella Gambella, assieme agli uffici, hanno avviato un dialogo diretto con i nuovi proprietari per trovare una soluzione che possa evitare lo sfratto e restituire stabilità alla famiglia. «Gli acquirenti non sapevano nulla della situazione e hanno dimostrato una comprensione fuori dal comune», spiega Sanna che tiene personalmente i contatti con gli acquirenti. «Si sono detti pronti a rivendere l’immobile allo stesso prezzo pagato, circa 30mila euro, senza alcun guadagno», specificano dall’Amministrazione. Per questo la donna ha deciso di lanciare una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe ringraziando di cuore chiunque vorrà aiutare o condividere.
L’obiettivo è chiaro: raccogliere i 30mila euro necessari per riacquistare la casa e coprire le prime spese. «Non si tratta solo di un tetto – si legge nell’appello – ma di un luogo pieno di ricordi, sicurezza e futuro». A oggi esiste un’unica possibilità concreta: riacquistare la loro casa e tornare a una vita stabile.
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