Milano. Sono almeno settanta i calciatori che hanno partecipato alle feste organizzate dalla Ma.De, l’agenzia di eventi al centro di un’indagine per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Tanti atleti di squadre come Inter, Milan, Juventus, Verona, Torino, Sassuolo e Monza, sui quali sono in corso accertamenti per capire chi davvero abbia usufruito pure del servizio di escort e “droga della risata”.
I “palloncini” esilaranti
Nomi tenuti riservati: non appaiono nella richiesta di arresti e nella successiva misura cautelare eseguita nei confronti di quattro persone (indagate per aver gestito il giro illecito) dato che essere clienti non è reato. Lunedì la gip Chiara Valori ha disposto i domiciliari per Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, compagni nella vita e ritenuti «promotori e dominus» dell’organizzazione, e per Alessio Salamone e Luz Luan Amilton Fraga, definiti «partecipi». Con altri due avrebbero mantenuto i «contatti con i calciatori di fama internazionale» e avrebbero gestito le ragazze - tra escort e quelle «immagine» un centinaio, in gran parte tra i 18 e i 20 anni - impiegate nelle varie serate non solo «decidendo» dove dovessero presentarsi, ma anche i loro «incontri privati». Salamone avrebbe pensato all’approvvigionamento del gas esilarante: «Amo ci servono i palloncini - chiedeva a novembre - siamo al Duca, al Me Milan». E si sarebbe occupato anche di «capire un attimo quanti soldi devo recuperare, tra sabato e domenica».
Metà degli incassi
Il servizio veniva pubblicizzato sulla pagina Instagram “made_luxury_concierge”. A squarciare il velo sulle serate nei locali a cinque stelle della movida milanese è stata nell’agosto di due anni fa una giovane straniera. Ha raccontato del sesso a pagamento, di aver vissuto come altre in un appartamento in una palazzina a Cinisello Balsamo. E ha spiegato che i presunti sfruttatori trattenevano «il 50% dell’importo pagato» e avrebbero preteso il canone di affitto. Gli incontri non si sarebbero fermati neanche durante il lockdown. Nell’atto della giudice Valori si cita anche il caso di una ragazza che avrebbe avuto rapporti con calciatori e cercava «di risalire» a una data per individuare il «partner con cui ha concepito il figlio». E dalle carte spuntano contatti tra un indagato e un’utenza intestata a un ex giocatore di Lazio e Inter.
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