I playout.

Semplicità e cinismo i marchi torres 

Meno possesso, poca estetica e tanta efficacia alla base del successo col Bra 

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Sassari. Meno possesso palla, rare concessioni all’estetismo, la tecnica subordinata alla giocata sicura. In altre parole, una Torres «umile ed efficace» come aveva chiesto il tecnico Alfonso Greco. Dietro il colpaccio di Sestri Levante contro il Bra sabato scorso nella gara di andata c’è la mentalità giusta per i playout. Come numero di occasioni le due antagoniste si sono equivalse, come nei gol annullati (uno a testa). Ed è ben altra cosa avere il Var che toglie ogni dubbio, anziché la versione spesso insufficiente del Fvs utilizzato in campionato dove spesso manca l’inquadratura necessaria per un giudizio corretto.

Osservando le occasioni, i rossoblù sono andati vicinissimi al gol due volte, entrambe nella ripresa: prima col cross di Liviero dal fondo con Zecca che sottoporta ha colpito male (un difensore ha fatto da scudo, poi Renzetti ha bloccato); quindi con l’estemporaneo guizzo di Lorenzo Di Stefano che da 40 metri ha tentato un pallonetto mandando la sfera sulla parte alta della traversa. I padroni di casa invece solamente una volta sono andati vicino alla rete: nella ripresa con Campedelli, ma il portiere Zaccagno è stato tempestivo nell’uscita.

A conti fatti, dunque, una vittoria non certo rubata. Quante volte in questa stagione la Torres ha avuto possesso palla, costruito molte opportunità e magari segnato solo una rete? La concretezza vale decisamente più della supremazia territoriale.

Il bomber del futuro

In una stagione che, viste le preoccupanti premesse può offrire solo la salvezza, c’è almeno un motivo per sorridere: l’ingaggio di Lorenzo Di Stefano, attaccante siciliano che a settembre compirà 24 anni. Prodotto della Primavera della Sampdoria, la punta aveva esordito appena ventenne a Gubbio realizzando 9 gol. Nella stagione scorsa ne ha firmati 7 col Campobasso. Quello contro il Bra è stato il gol numero 10 in maglia rossoblù. Record personale.

Dopo un girone d’andata di difficile ambientamento, sia per le tante variazioni in attacco decretate dal tecnico Pazienza sia per la precaria situazione di classifica, Di Stefano è letteralmente esploso nel girone di ritorno: 9 gol, che comprendono la doppietta nel successo per 3-1 a Pontedera (quando si è sbloccato) e la tripletta contro il Livorno. L’arrivo di un attaccante più di movimento come Sorrentino e la crescita in termini di sicurezza lo hanno fatto diventare il top scorer, l’unico della Torres capace di andare in doppia cifra. In estate la società sassarese gli ha fatto firmare un contratto triennale. Sicuramente è l’acquisto più azzeccato non solo per il presente, ma anche per i prossimi due anni.

La battaglia sulle fasce

Come prevedibile, vista la similitudine dei moduli (3-5-2 per i piemontesi, 3-4-2-1 per i rossoblù), quasi tutte le azioni sono state originate dalle corsie esterne. Nel Bra il più pericoloso è stato Milani sulla fascia sinistra, la destra della Torres presidiata da Zecca e con Baldi come braccetto destro del terzetto difensivo. I rossoblù hanno sfondato non poche volte a sinistra con Liviero (il giocatore più preciso nei cross) e lo stesso Sala, che pur impiegato da trequartista non ha fatto mancare le sue accelerazioni. A destra meno spinta, ma è stata anche una conseguenza del dover tamponare le scorribande di Milani.

Nella gara di ritorno la Torres potrebbe avere anche Zambataro, se recupera, come giocatore da utilizzare a sinistra. Senza dimenticare che all’occorrenza Sala può tornare a giocare come esterno destro a tutta fascia. L’impressione è che la squadra di Greco abbia qualche variazione tattica in più. Compreso l’attacco, che può essere reso magari meno rapido ma più potente e prestante sui palloni alti con l’innesto del centravanti Luciani.

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