A pochi mesi dalla privatizzazione «condizioni e prospettive dei dipendenti sono in secondo piano»

I lavoratori fermano l’aeroporto 

Nello scalo di Cagliari quattro ore di sciopero: «Sogaer inadempiente» 

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Quattro ore di sciopero, dalle 13 alle 17, con l’area check-in che oggi viene trasformata nella piazza della protesta. Il vento della mobilitazione soffia su Sogaer, gestore dell’aeroporto di Cagliari, dove «ai lavoratori non è stato erogato il premio di risultato 2025». Insoluti pure «il riconoscimento delle indennità durante le ferie e la maggiorazione domenicale». Non applicato nemmeno «il rimborso per il lavaggio dei dispositivi di protezione individuale (Dpi)».

L’unità

Ci sono le sigle dei trasporti, dietro lo sciopero odierno, voluto da Cgil, Cisl e Uil che non nascondono l’ulteriore «chiusura aziendale sulla trattativa per il premio di risultato 2026». I sindacati hanno una preoccupazione: «Il dibattito sulla fusione degli scali rischia di far passare in secondo piano le condizioni e le prospettive dei lavoratori, una questione invece centrale». Il problema, però, è che per quanto venga fatto lo sforzo di separare la privatizzazione di Sogaer dai diritti dei dipendenti, la società sembra calibrare ogni decisione con lo sguardo rivolto alla cessione, programmata per settembre. E siccome il controllo degli aeroporti sardi passerà a F2i Ligantia, è difficile pensare che l’attuale management prepari assetti non graditi al nuovo azionista di riferimento. F2i avrà, nella futura holding, il 50,25%, una maggioranza che la Camera di commercio di Cagliari e Oristano (Cciaa) non potrà superare nemmeno unendo il proprio 40,50% (a fronte del 94,45% attuale) con le quote della Regione, pronta ad arrivare al 9,25%.

Le posizioni

«Dai lavoratori – dice Arnaldo Boeddu, segretario di Filt Cgil – abbiamo ottenuto un mandato preciso, in termini di risultato da portare a casa. E quello vogliamo raggiungere, perché il lavaggio dei Dpi, per esempio, è previsto dal contratto nazionale al pari della maggiorazione domenicale. È invece una sentenza della Cassazione a riconoscere il diritto alle indennità anche durante le ferie: non ci possono essere dipendenti di serie A e di serie B». Claudia Camedda, alla guida di Fit Cisl, sollecita «per i dipendenti un adeguato riconoscimento economico, visto i cinque milioni di passeggeri superati, un traguardo ottenuto grazie allo sforzo di tutto il personale. Questo significa riconoscere il valore del lavoro svolto quotidianamente». Elisabetta Manca, segretaria aggiunta di Uil Trasporti, ricorda che «la crescita del traffico aereo rappresenta una grande opportunità per la Sardegna e va necessariamente accompagnata da una visione strategica chiara e condivisa, capace di mettere al centro i lavoratori, garantire elevati standard di sicurezza e assicurare la qualità dei servizi offerti».

L’appello

Nella locandina che sta girando su WhatsApp, Cgil, Cisl e Uil sottolineano che «partecipare allo sciopero è un diritto, rivendicare il rispetto delle proprie condizioni contrattuali un dovere». Dalla protesta di oggi, però, restano fuori gli iscritti all’Ugl Trasporto aereo. «Sui temi odierni – dice il segretario sardo, Nicola Contini – noi abbiamo già scioperato. E siamo pronti a nuova mobilitazione se l’incontro del 14 davanti al prefetto non porterà i risultati sperati. Ci preme ricordare che Sogaer continua a non presentare il Piano industriale e questo non aiuta a definire il quadro occupazionale e contrattuale. Ci stupisce pure il silenzio della presidente Todde che dice di voler costruire un sistema regionale degli aeroporti, ma non convoca ancora le parti sociali. La governatrice sta strizzando l’occhio solo a Cciaa e F2i Ligantia. Sogaer, peraltro, starebbe licenziando alcuni dirigenti sindacali».

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