Il caso Sassari.

Personale in corsia con un fiocco nero sulle divise 

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Un fiocco nero come “grido di dolore”. Il personale dell’Aou si prepara allo sciopero, in programma il 29 maggio, indossando un segno di lutto sulle divise. «Una manifestazione silenziosa di protesta», così la definiscono le Rsu, le rappresentanze sindacali unitarie, per conto di centinaia di lavoratori delle aree sanitarie, tecniche e amministrative. Il nodo ricorda, riferiscono le rappresentanze sindacali unitarie, «i diritti che, nei fatti, non vengono più garantiti. Nasce da un sistema che sempre più fatica a reggere e che non riesce più ad assicurare condizioni adeguate per garantire servizi efficienti e, per quanto riguarda l’assistenza, cure sicure, dignitose e appropriate».

La mobilitazione, più volte minacciata, è divenuta realtà con l’annuncio nelle scorse settimane dei sindacati che hanno a lungo contestato le criticità del comparto. In particolare i premi di produttività non corrisposti a 800 medici, migliaia di euro che non escono dalle casse a causa della mancata certificazione dei fondi da parte del collegio dei revisori dei conti. E ancora la gestione dei Dep 2024, i differenziali economici di professionalità, e degli accordi a questi connessi. «Scelte - denunciano i dipendenti - che stanno già producendo effetti concreti, perché negano quote economiche importanti ai lavoratori e alle loro famiglie e rischiano di condizionare anche le progressioni economiche del 2025 e le prospettive legate al nuovo contratto». Ma in sanità il cahier de doléances è lungo e va a incidere anche sulle vite dei pazienti.

Le Rsu ne fanno un impressionante sunto: «Sovraffollamento nelle aree assistenziali, carenza cronica di personale, carichi di lavoro non più sostenibili, utilizzo improprio delle professionalità, criticità organizzative diffuse che coinvolgono servizi sanitari, tecnici e amministrativi». Soprattutto avvertono che, quanto si vede nell’Azienda-ospedaliero-universitaria, «non è più episodico ma strutturale». Ecco allora il senso del fiocco nero, un monito che fa da prologo al momento in cui si incroceranno le braccia. È in gioco il futuro di un settore fondamentale, si sottolinea, e ormai la misura appare colma. «Non si possono chiedere sacrifici continui - concludono le Rappresentanze - e, nello stesso tempo, togliere risorse economiche e prospettive».

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