Nuovo scossone all'interno del Ministero della Cultura, che nel corso della legislatura ha attraversato diverse fasi turbolente, dalle dimissioni dell'ex sottosegretario Vittorio Sgarbi, fino a quelle dell'ex ministro Gennaro Sangiuliano per la nota vicenda con Maria Rosaria Boccia. L'ultima rivoluzione riguarda i vertici dello staff del ministro Alessandro Giuli, che ha pronti - come anticipato nella giornata di ieri da Corriere.it - i decreti di revoca per Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica del ministero e uomo di fiducia del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, e per Elena Proietti, a capo della segreteria personale del ministro.
La motivazione sarebbe nella gestione dell'erogazione dei finanziamenti al documentario su Giulio Regeni, che non ha ricevuto i fondi nonostante la richiesta del produttore. Secondo l'opposizione, però, dietro ci sarebbe qualcosa in più: un regolamento di conti all'interno di Fratelli d'Italia, che fa il paio con le divisioni sulla presenza della Russia alla Biennale e il licenziamento di Beatrice Venezi da direttrice della Fenice.
«Opacità o imperizia»
Anche se dal ministero non arrivano conferme, Giuli avrebbe di fatto azzerato tutto il suo staff. Merlino non avrebbe vigilato sulla vicenda del documentario su Giulio Regeni, a cui il ministero ha negato i finanziamenti. Un no che nelle scorse settimane ha suscitato notevoli polemiche. Nei giorni scorsi lo stesso ministro aveva bollato come «inaccettabile» il rifiuto, di cui non era a conoscenza: a differenza, a quanto pare, del responsabile della segreteria tecnica. Nel corso della cerimonia al Quirinale per i premi David, Giuli, parlando del docufilm, aveva promesso di «mettere ordine e un sovrappiù di coscienza morale laddove hanno prevalso invece l'opacità o l'imperizia». Poi, il giorno dopo, Giuli aveva garantito che il film avrebbe usufruito «di un altro canale di sostegno, perché è un caso unico».
Il documentario “Giulio Regeni - Tutto il male del mondo”, diretto da Simone Manetti, è uscito a dieci anni dal tragico omicidio, avvenuto nel febbraio 2016, e ricostruisce il rapimento e la tortura del ricercatore italiano al Cairo, basandosi sulle testimonianze della famiglia e dell'avvocato. Per favorirne la diffusione, la Fondazione Musica per Roma ha organizzato una proiezione gratuita il 18 maggio all'Auditorium.
Assente alla missione
Differente la motivazione alla base del licenziamento di Proietti, esponente di spicco di Fratelli d'Italia in Umbria, che non si sarebbe presentata all'aeroporto e non avrebbe quindi partecipato alla missione del ministro a New York lo scorso mese. Il nuovo terremoto a via del Collegio Romano arriva, in ogni modo, dopo le polemiche, tutte interne alla destra, tra i rappresentanti governativi di Fratelli d'Italia e il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco per la presenza della Russia all'esposizione. Anche in questa occasione i licenziamenti riguardano esponenti del partito della premier Giorgia Meloni.
Merlino è ritenuto molto vicino a Palazzo Chigi, tanto che il suo nome era tra quelli circolati per la carica di sottosegretario alla Cultura, dopo il passaggio di Gianmarco Mazzi al ministero del Turismo. L'incarico è poi stato assegnato a Giampiero Cannella. «È il segno di una maggioranza attraversata da guerre interne, regolamenti di conti, scontri tra correnti e leadership in competizione», sostiene Sandro Ruotolo dal Pd. Ma secondo il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida «si tratta di normali avvicendamenti» all’interno di un gabinetto ministeriale, come capitato in tanti governi: «Non è la prima volta che accade».
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