Verso l’Eurovision.

Sal da Vinci: «La musica ha il potere di unire» 

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Settant'anni di onorata carriera. L'Eurovision Song Contest, quest'anno a Vienna dopo la vittoria dell’Austria con JJ a Basilea 2025, si prepara a festeggiare il suo compleanno tondo. Ma sulla festa incombono le proteste per la partecipazione di Israele che ha portato al ritiro delle delegazioni di Spagna, Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Islanda. A rappresentare l’Italia, Sal da Vinci, vincitore dell’ultimo festival di Sanremo e quindi di diritto ammesso alla competizione.

Arriva in Austria forte dei 36 milioni di stream sulle piattaforme per il brano “Per sempre sì”, che fanno di lui l’artista più streammato tra quelli in gara. E sulla musica punta lui, cercando di non farsi distrarre dalle polemiche. «Si tratta di questioni politiche, ma la musica, che copre tutti i dolori del mondo, non c’entra niente. Rispetto chi protesta, ma per quanto mi riguarda ho sempre visto la musica portatrice unione. La musica è inclusione. Io sono felice di rappresentare il mio Paese e per me è un'occasione importante». Un'occasione che più volte ha detto di non volersi far sfuggire. «Per me arrivare all’Eurovision, a 50 anni dalla prima volta che sono salito su un palco, è un sogno. Voglio cantare per quelli che non hanno realizzato i loro sogni, per quelli come me che vengono dal basso e hanno faticato. Io sono un operaio, un ambulante della musica, un venditore ambulante di sentimenti», ha sottolineato Sal da Vinci, raccontando anche come le prove gli abbiamo fatto tremare «le gambe, la testa, il cuore».

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