San Vero Milis.

Putzu Idu e Sa Mesa Longa a numero chiuso? 

Tante novità inserite nel Pul, previsti servizi e chioschi fino a Capo Mannu 

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Mancanza di servizi, strade inaccessibili e spesso buie, troppa posidonia sulle spiagge e scarsa vigilanza nella zona riservata ai nudisti che secondo tanti «è diventata ormai la spiaggia degli scambisti». Lunedì sera, nell’aula consiliare di San Vero Milis, si è tenuta l’assemblea per l’illustrazione della variante al Piano di utilizzo dei litorali, 25 chilometri di costa. Ed è andata in scena una resa dei conti. Alla presenza di 150 cittadini, sono stati messi in luce tutti i problemi che da anni vivono i proprietari delle case delle borgate marine. È stata contestata anche la convocazione dell’assemblea a due settimane dalla scadenza per le osservazioni al Pul. E dal Comune è emerso che alcune spiagge potrebbero diventare a numero chiuso.

Le novità
Insieme al sindaco Luigi Tedeschi e ad alcuni assessori, erano presenti i tecnici della società Criteria che hanno redatto il nuovo Piano. La modifica principale riguarda gli accessi: la variante mira a eliminare la sosta selvaggia a ridosso della battigia o sopra le dune. Verranno realizzati più posti auto in modo da distribuire i vacanzieri in tutte le spiagge, permettendo alle dune di “respirare”. È prevista la realizzazione di dieci nuovi chioschi, un belvedere a Su Pallosu e servizi a Capo Mannu, meta dei surfisti come un chiosco e stalli per la sosta. Le aree cani da due passeranno a cinque. La spiaggia riservata ai nudisti a Is Benas diventa più grande. «C’era la necessità, dopo l’approvazione del Piano di undici anni fa, di riorganizzare le borgate per avere più ordine». Sulla possibilità di avere spiagge a numero chiuso, il sindaco ha chiarito che «non si esclude per le spiagge di Putzu Idu e Sa Mesa Longa. Si potrà decidere però solo dopo un attento monitoraggio».

L’assemblea
Dopo la relazione dei tecnici, sono iniziate le domande e le critiche. «Perché non è stata consultata la popolazione prima di modificare il piano?» ha chiesto Luigi Puliga, di San Vero. «E perché la zona naturista è stata raddoppiata, circa 800 metri di spiaggia, senza un confronto con la comunità». Su questo punto non è arrivata nessuna risposta. Antonello Garau, proprietario di una casa nella marina di San Vero ha sottolineato: «Il Comune spende una cifra considerevole per il Pul ma la presenza esagerata di posidonia allontana i vacanzieri. Eppure, è la Regione a pagare lo smaltimento. Se vogliamo un ritorno economico per gli operatori che si stabilizzeranno, dobbiamo fare qualcosa». Tedeschi ha spiegato che non è semplice spostare la posidonia e che non è la Regione a finanziare l’intervento. C’è chi ha chiesto più controlli nella spiaggia riservata ai nudisti. E intanto entro lunedì 26 si dovranno presentare le osservazioni, poi il parere del Consiglio comunale infine l’approvazione di Regione, Comune e Demanio. Seguirà il parere della Provincia, poi l’approvazione del Consiglio infine l’ultimo sigillo di Regione e Comune.

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