Villaputzu.

Ponte di ferro, una discarica sotto il cantiere 

Scoperti cumuli di ferro e plastica: sigilli della Forestale nell’alveo del Flumendosa 

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Sopra il ponte di ferro tutto fermo (o quasi), sotto invece si andava avanti in gran segreto. La ditta siciliana che ha in appalto i lavori da oltre due anni, infatti - secondo la ricostruzione degli uomini del Corpo Forestale della stazione di Villaputzu - avrebbe interrato una parte dei rifiuti del cantiere proprio nell’alveo, in una parte poco visibile agli occhi di chi transita sul guado. Il blitz è scattato ieri mattina, poco dopo l’alba. Gli agenti della Forestale, coordinati dal comandante Mauro Pisu, al termine di un’accurata indagine andata avanti per diverso tempo hanno individuato l’area e con un piccolo escavatore hanno iniziato a rimuovere la terra. Dopo poche decine di centimetri ecco spuntare un po’ di tutto: tubi, pezzi di plastica e di ferro e poi diverse parti rimosse dal vecchio ponte.

Una saga senza fine

Una vera e propria discarica proprio dove scorre il Flumendosa, sotto il lato sinistro del ponte per chi transita in direzione Villaputzu. Subito dopo l’area è stata recintata con dei nastri bianchi e rossi e posta sotto sequestro. La ditta, se sarà accertata la sua responsabilità, dovrà risponderne penalmente e procedere alla bonifica. Il blitz di ieri è solo l’ultimo tassello di una vicenda grottesca. Lo scorso marzo la stessa azienda era stata giudicata inadempiente su più fronti, in particolare su sicurezza e stipendi dei dipendenti. Una situazione denunciata anche dalla Cgil: mancavano sia gli stipendi delle ultime mensilità dei (soli) tre dipendenti sia i versamenti dovuti alla Cassa Edile di Cagliari. La Provincia, responsabile dell’appalto sino a giugno 2025 (è subentrata la Città Metropolitana), sospese i lavori e concesse un mese di tempo per adempiere. L’impresa, in qualche modo, rispettò le richieste. Poco dopo c’è stato un blitz dei carabinieri e dell’ispettorato del lavoro: impresa sanzionata per inosservanza delle norme di sicurezza. Il 19 agosto altro colpo di scena, un attentato incendiario nel cantiere (danneggiati un miniescavatore e un container adibito ad ufficio).

L’ultimo avviso

Ad ottobre nuovo ultimatum, stavolta da parte della Città metropolitana: la ditta – suonava più o meno così il richiamo dell’ente – dimostri di essere in grado di portare a compimento la ristrutturazione del ponte entro agosto 2026. La risposta è sotto gli occhi di tutti: sempre e solo due o tre operai sopra il ponte. Con la percentuale dei lavori, in base a una prima stima, ferma al venti per cento. Ieri mattina il blitz del Corpo Forestale. Ieri gli operai hanno posizionato un’impalcatura sulla parte in ferro del ponte per iniziare anche lì gli interventi di ristrutturazione (sino ad oggi era stata interessata la sola parte in cemento). C’è solo da capire se la Città Metropolitana di Cagliari dopo l’ultima vicenda darà ancora fiducia all’impresa con sede a Favara o se rescinderà il contratto per affidare i lavori alla seconda in graduatoria.

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