Non c’è il rischio di una pandemia da hantavirus: non ha la contagiosità del Covid e, sebbene sia un virus più letale e non ci sia un vaccino per combatterlo, attualmente non c’è nessun allarme. Il ministero della Salute torna a rassicurare dopo che quattro passeggeri di un volo Klm passato per Roma e che ora si trovano in quattro regioni italiane - Toscana, Calabria, Veneto e Campania - sono entrati per pochi minuti a contatto con una donna poi deceduta in Sudafrica a causa del virus. «Attualmente i quattro passeggeri non presentano alcun sintomo», dice la capodipartimento Prevenzione, Mara Campitiello, che ribadisce: «la situazione non è paragonabile a quella del Covid, siamo lontani sicuramente da una pandemia. È un virus che può portare a morte soprattutto in alcune varianti: la variante americana è molto aggressiva e colpisce direttamente i polmoni, parliamo di una possibilità di morte che va oltre il 30%; in quella europea, che colpisce soprattutto i reni, la letalità è del 10%».
«Nessun caso»
Anche dalle Regioni arrivano buone notizie: il presidente del Veneto Alberto Stefani assicura che nel suo territorio «non c’è nessun caso di hantavirus» ma c’è semplicemente un medico 50enne sudafricano, che è stato messo in quarantena, viene monitorato ma non è sottoposto a terapie particolari. Non ha mai avuto alcun sintomo e ulteriori esami di microbiologia a cui sarà sottoposto oggi «dovrebbero fugare gli ultimi eventuali dubbi». In quarantena sono anche le altre tre persone che hanno avuto un fugace contatto con la donna poi morta. In particolare in Campania c’è un marittimo di Torre del Greco di 24 anni che sta bene ma nelle prossime ore potrebbe essere sottoposto ad un controllo del sangue presso il centro specializzato dello Spallanzani di Roma. In Calabria c’è un altro marittimo, Federico Amaretti, 25 anni, ora in quarantena nella casa dei genitori. Sta bene, come lui stesso ha confermato ieri, ed è in isolamento anche una donna di Firenze anche lei a bordo del volo Klm.
L’arrivo a Tenerife
Intanto ieri mattina, in silenzio, con le mascherine e pochi effetti personali nelle buste di plastica, i primi 14 passeggeri, tutti spagnoli, della Mv Hondius sono scesi dalla nave focolaio dell’hantavirus, arrivata all’alba al largo di Grenadilla de Abona, a Tenerife. Su gommoni Zodiac scortati dalle motovedette della Guardia Civile hanno quindi raggiunto l’isola. Dopo 40 giorni di navigazione nei mari antartici, di paura per il focolaio infettivo a bordo che ha provocato tre morti fra gli otto casi, e una tardiva quarantena nell’Atlantico, finisce alle Canarie l’odissea della Oceanwide Expeditions. Nella prima giornata 90 persone, su 147, sono sbarcate dalla nave con un’operazione coordinata da Spagna, Oms e Unione europea. Dall’aeroporto di Tenerife Sud hanno preso il via i diversi ponti aerei per il rimpatrio nei Paesi di origine. «Tutti asintomatici», aveva confermato la ministra della Sanità, Monica Garcia, dal porto di Grenadilla. Poche ore dopo, tuttavia, il premier francese Sebastien Lecornu ha reso noto che uno dei cinque cittadini francesi rimpatriati ha cominciato a manifestare «sintomi» mentre era «a bordo del volo di rientro». E ha annunciato che i cinque saranno posti «in isolamento stretto fino a nuovo ordine» e saranno decretate misure di isolamento per i casi di contatto.
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