Nessuna evasione né frode fiscale nella gestione della società Pronto Scuola da parte dell’imprenditore Daniele Piscini e di Emanuela Simoni. Lo hanno chiarito i giudici della Seconda sezione penale del Tribunale che hanno assolto quelli che, per la Procura, erano l’amministratore unico e l’amministratore di fatto della società dal 2018 al 2019.
I due erano finiti nei guai con varie imputazioni, alcune delle quali per aver emesso fatture per migliaia di euro per attività non svolte.
Piscini era anche accusato di bancarotta in relazione al fallimento di un’altra società, la Ipo s.r.l., che si occupava anch’essa dell’attività di recupero anni scolastici. Il fallimento era avvenuto nel 2017 e, anche in questo caso, la Procura ipotizzava che Piscini fosse l’amministratore di fatto e che avesse sottratto ingenti somme di danaro.
Ad avvalorare l’accusa avevano concorso le dichiarazioni rese dall’amministratore di diritto della “Pronto Scuole”, Massimiliano Parisi, che, dopo aver patteggiato, aveva deciso di accusare Piscini e Simoni. Un altro amministratore finito nei guai, invece, era stato prosciolto perché non c’entrava nulla. Dopo il rinvio a giudizio di Daniele Piscini ed Emanuela Simoni il difensore Carlo Monaldi ha dimostrato la loro estraneità alle contestazioni: da qui l’assoluzione con formula piena al termine del processo.
(fr.pi.)
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