«Si avvisa la gentile clientela che in questo locale è momentaneamente consentita la presenza di massimo 5 clienti». Il cartello è lì da giorni, campeggia in un noto negozio di via Don Bosco a Nuoro. Lascia di stucco, senza dubbio, soprattutto se si considerano le enormi dimensioni dello spazio commerciale in questione. «Sono qui fuori da almeno mezz’ora, in attesa di poter entrare. Per me che sono di Ovodda è un enorme disagio», dice Kebir Cuga. Cosa sta succedendo in diversi negozi della nuova zona commerciale nuorese? «Stiamo dando il tempo ad alcune attività di mettersi in regola con la “Segnalazione certificata di inizio attività” (Scia)», spiega il comandante dei vigili del fuoco barbaricini, Giampaolo Lampis. Sinossi: ingressi contingentati sino al superamento delle lacune sul fronte “Certificato di prevenzione incendi”».
Perplessità
«Ma questa pagliacciata che in via Don Bosco fanno entrare i clienti a gruppi di 5?», scrive una donna su una nota pagina social, alimentando quelle discussioni che a Nuoro e dintorni vanno avanti da giorni, soprattutto nella Rete. Ricostruzioni e motivazioni variegate. Qualcuno ha dato pure la colpa ai saldi, a quelle resse che oramai non si vedono da secoli per le vendite a prezzi ribassati. Nel cuore dell’Isola, poi, figurarsi. Così, il comandante dei vigili del fuoco spiega tutto. E si prende la paternità di quegli ingressi contingentati nei negozi della nuova zona commerciale barbaricina. Tutto si lega alla “Scia”. «In passato si parlava di “Certificato di prevenzione incendi”, oggi di “Segnalazione certificata di inizio attività”: attesta che sussistano le condizioni di sicurezza che sono state approvate nel progetto di quella determinata attività commerciale», spiega Giampaolo Lampis. Il comandante dei vigili del fuoco aggiunge: «Noi controlliamo che queste “Scia”, che sono state presentate dal titolare, siano rispondenti alla realtà».
Mancanze
Controlli accurati, portati avanti dai vigili del fuoco già dalla fine dello scorso anno. E sebbene le attività commerciali ricadano tutte in immobili di nuova costruzione, le code fuori dai negozi hanno fatto emergere diverse carenze o difformità. Niente di grave, sia chiaro, ma tanto da spingere gli uomini del comandante Lampis ad adottare provvedimenti precauzionali. «Cartelli mancanti, una via di esodo non corrispondente al progetto originale, personale non formato in tema di prevenzione incendi: in questi casi si fanno delle prescrizioni e si danno dei tempi per l’adeguamento», dichiara Lampis. Insomma, in alcune attività commerciali di via Don Bosco i vigili del fuoco hanno trovato alcune pecche sulla “Segnalazione certificata di inizio attività”. Ecco spiegati gli ingressi contingentati, lo shopping a gruppetti di cinque clienti. I titolari dei negozi hanno 45 giorni di tempo per adeguarsi. Per correre ai ripari. Il comandante Giampaolo Lampis conclude: «Sono certo che le attività si metteranno in regola. Altrimenti vanno incontro a multe o a segnalazioni».
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