Il caso.

L’Asl fa marcia indietro sul centro vaccinale: no a piazza De Gasperi 

L’assessora Anna Puddu in Consiglio: «Non ci sarà il trasferimento annunciato» 

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La Asl fa marcia indietro. Dopo le polemiche sollevate sul trasferimento del centro vaccinale dal Binaghi alla sede di piazza De Gasperi, l’azienda sanitaria ci ripensa. «Il trasferimento in piazza De Gasperi non verrà più fatto», dice l’assessora alla Salute e al benessere dei cittadini Anna Puddu, rispondendo in Consiglio comunale a una interrogazione del consigliere di minoranza Roberto Mura. Sulle polemiche che anche lo stesso sindaco Massimo Zedda aveva manifestato nei giorni scorsi (l’amministrazione non era stata messa al corrente della decisione), l’azienda sanitaria fa dietrofront e decide di escludere piazza De Gasperi.

La valutazione

Ora si apre un nuovo fronte per capire se il centro verrà mantenuto al Binaghi, come è verosimile che possa essere, oppure se si individuerà un’altra sede. La Asl starebbe valutando diverse ipotesi. «L’amministrazione non era a conoscenza della ipotesi di trasferimento», spiega l’assessora. «Quando abbiamo avuto contezza, abbiamo avviato subito un’interlocuzione con l’azienda sanitaria», aggiunge. Nello specifico, con riferimento al trasferimento dal Binaghi «il direttore generale della Asl metteva in evidenza la criticità che aveva determinato la potenziale decisione», spiega ancora l’assessora. Tradotto: la decisione di spostare il centro era legata al rischio di perdere 120 milioni di fondi Pnrr che l’azienda sanitaria ha a disposizione per realizzare dentro il Binaghi l’ospedale di prossimità.

Soddisfazione

«Il centro vaccinale resta al Binaghi», dice Roberto Mura, Alleanza Sardegna. «Abbiamo vinto questa battaglia sollevando il caso sin da subito in Consiglio comunale, denunciando una scelta scellerata che rischiava di trasformarsi in una vera ingiustizia per i cittadini. Era inaccettabile che la Asl decidesse un trasferimento di tale portata in totale autonomia, all’insaputa del sindaco e senza interloquire con il territorio. È impensabile che decisioni che impattano così pesantemente sulla vita delle persone, specialmente le più fragili, vengano prese ignorando chi amministra la città e chi la vive. Siamo soddisfatti che il nostro intervento abbia portato al dietrofront annunciato martedì in Aula. Abbiamo evitato un errore di programmazione che avrebbe creato enormi disagi logistici e sanitari. La politica deve sempre garantire che il diritto alla salute non sia sacrificato da decisioni calate dall’alto: oggi ha vinto il buonsenso e il rispetto per la nostra comunità».

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