Gadoni scommette sul nuovo Piano nazionale di esplorazione delle miniere, che vede il sito di Funtana Raminosa fra i 14 di interesse strategico nazionale del Comitato interministeriale per la transizione ecologica. Un primo passo verso la ricomposizione di una strategia mineraria moderna e sostenibile. In campo 3,5 milioni su scala nazionale e centinaia di progettisti (coordinati dall’Ispra) per l’iniziativa che si concentra sulle materie prime critiche e strategiche indicate dall’Ue come litio, terre rare, rame, tungsteno, boro, grafite e altri metalli, previste indagini da satellite, rilievi geochimici e geofisici e intelligenza artificiale.
Se n’è parlato domenica durante il dibattito “La miniera di Funtana Raminosa e il fabbisogno nazionale di materie prime critiche” promosso dal Comune col sostegno della Regione.avola rotonda, coordinata dall’ingegnere minerario Roberto Bornioli, con i contributi del vicepresidente del Consiglio regionale Giuseppe Frau e dell’assessore regionale all’Industria Emanuele Cani. Tra i relatori anche Roberto Curreli, commissario del Parco geominerario della Sardegna, Lorenzo Fumanti, responsabile Ispra attuazione Pne e Stefano Naitza, docente universitario e presidente dell’Associazione mineraria sarda.
Il sindaco Francesco Peddio: «Un primo tassello verso il rilancio di un sito che ha rappresentato un importante indotto per l’economia – osserva -Mentre la miniera di Giacurru è già pronta a ripartire con l’estrazione, immaginiamo una Raminosa che continui ad essere turistica nelle tre gallerie oggi aperte ai visitatori e produttiva nel sottosuolo, ricco di risorse in 150 punti».
L’assessore Cani ha precisato: «La possibile riapertura di Funtana Raminosa deve essere affrontata con grande attenzione e responsabilità. È necessario costruire una base di conoscenza scientifica, tecnica ed economica che consenta di verificare la reale sussistenza delle condizioni per un’attività estrattiva sostenibile e competitiva».Dal commissario Roberto Curreli una riflessione sulle nuove opportunità: «L’attività estrattiva può essere complementare con quella turistica che vede il sito già meta dei turisti». Infine Bornioli: «È importante la qualità del progetto e il coinvolgimento della popolazione».
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