Iglesias.

Cinquemila pazienti col fiato sospeso 

Quattro medici stanno per andare in pensione, occorre trovare i sostituti 

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L’emergenza sanitaria non conosce tregua: il pensionamento di almeno quattro medici di base rischia di lasciare cinquemila cittadini di Iglesias, se non di più, senza un riferimento sanitario stabile.

La mozione

A sollevare la questione è Luigi Biggio, consigliere comunale di minoranza, che ha depositato una mozione sul tema. «Se oggi una persona vuole cambiare medico, non trova alcuna disponibilità – spiega –. Questo significa che, quando i medici andranno in pensione, la Asl dovrà cercare nuovi posti e assegnare i pazienti d’ufficio, e il medico assegnato potrebbe trovarsi anche in un altro Comune anche lontano dalla città. Questo comporta disagi enormi, soprattutto per anziani, disabili e persone che non hanno la possibilità di spostarsi». Una prospettiva che preoccupa per l’impatto su anziani, disabili e persone con difficoltà di spostamento. «Il rischio – aggiunge Biggio – è quello di creare un periodo di limbo, fatto di incertezza e preoccupazione, che potrebbe avere ripercussioni sulla salute pubblica». Sulla questione interviene anche Rita Melis della Rete sarda difesa Sanità pubblica, che sottolinea le conseguenze: «Il problema non è solo dove finiranno i pazienti, ma anche il fatto che i medici rimasti avranno un carico di assistiti enorme, tale da non riuscire più a garantire nemmeno le visite domiciliari o un’assistenza adeguata. La guardia medica ha limiti operativi molto stringenti, mentre il pronto soccorso è già in sofferenza per la mancanza di personale. È evidente che, se le persone non hanno un medico, saranno costrette a rivolgersi al pronto soccorso, e il sistema rischia di implodere. Oppure sempre più persone rinunceranno a curarsi. In Sardegna la rinuncia alle cure è passata dal 14 al 17 per cento».

La Asl

Ma dalla Asl Sulcis arrivano alcune rassicurazioni: «Attualmente è attivo un avviso di Ares per la raccolta delle disponibilità, finalizzato alla formazione delle graduatorie regionali – si legge in una nota –. In alternativa, si potrà procedere alla copertura provvisoria delle sedi rimaste scoperte. Nel caso in cui dovessero emergere difficoltà legate all’indisponibilità dei medici, l’Asl potrà attivare gli Ambulatori straordinari di comunità territoriale (Ascot».

Intanto Mauro Usai, presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente e primo cittadino di Iglesias, in vista della Conferenza sociosanitaria fissata per il 21 gennaio, annuncia di voler portare la questione all’attenzione del nuovo direttore generale: «Dobbiamo spingere Ares a fare bandi comunicando attraverso la Asl locale, in modo preventivo, le scadenze dei pensionamenti. Se i bandi non dovessero avere risposta – ma ci impegneremo affinché questo non accada –, esiste comunque una medicina territoriale in grado di compensare e accompagnare questa fase di transizione verso il r eperimento di nuovi medici di famiglia, proprio attraverso lo strumento delle Ascot».

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