Il punto.

Cagliari, la salvezza (non) può attendere 

Prossimo match point col Torino sempre alla Domus (data e orario da decidere) 

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Attendere, prego. Il successo della Cremonese, ieri sul Pisa, rinvia l’appuntamento con la salvezza per il Cagliari al quale manca sempre un punto per mettersi al riparo se gli stessi grigiorossi e il Lecce dovessero fare bottino pieno nelle due giornate che restano. E quel punto, la squadra di Pisacane, dovrà prenderselo tra la prossima partita, ancora alla Domus, con il Torino (data e orario sono da definire) e l’ultima a San Siro contro il Milan. Potrebbe centrare l’obiettivo anche perdendole entrambe, paradossalmente. Ma rischierebbe, in questo modo, di oscurare quanto di buono fatto sin qui e di macchiare il risultato e, in generale, una stagione da conservare gelosamente per diversi aspetti (da rivedere, magari migliorare, per altri). Per questo, battere i granata è importante, se non addirittura fondamentale.

Il calendario

È un brivido relativo quello che accompagna gli ultimi 180 minuti del campionato. Considerato anche che la Cremonese (ora a -6) dovrà giocare a Udine e poi in casa con il Como mentre il Lecce (a -5) dovrà vedersela con Sassuolo e Genoa. Un brivido col quale i rossoblù dovranno convivere sino a quando non avranno chiuso il discorso, in un modo o nell’altro. In ogni caso, Pisacane - pur avendo già migliorato lo score di un punto - non potrà anticipare i tempi rispetto a Nicola l’anno scorso e a Ranieri in quello precedente, si erano salvati entrambi alla penultima giornata. Potrebbe al massimo eguagliarli. Giusto per le statistiche, anche perché sono stati tre percorsi completamente diversi tra loro. E quest’ultimo lascia - indubbiamente - una base più solida e di prospettiva su cui puntare (al di là degli scossoni che potrebbero consumarsi nei prossimi mesi a livello societario).

Partita stregata

Certo il ko con l’Udinese lascia l’amaro in bocca, per come è maturato e per come è stato accusato dai sedicimila e passa tifosi presenti sabato allo stadio. Alla fine è venuto fuori lo spessore tecnico e strutturale dei friulani, che hanno capitalizzato (e poi valorizzato) lo sbandamento difensivo rossoblù in occasione del gol di Buksa. Paradossalmente, sino a quel momento, le occasioni migliori per sbloccare il risultato le aveva avute il Cagliari, almeno sei-sette. Non clamorose, certo. Ma tutte abbastanza nitide. Compreso il tocco col braccio di Karlstrom in area (quanto meno discutibile) non avvallato dal Var. E chissà quale piega avrebbe preso poi il pomeriggio, se ne avesse concretizzata almeno una. Detto questo, non a caso la formazione di Runjaić ha toccato l’altro ieri quota cinquanta in classifica, ed è a un solo punto dall’ottavo posto occupato dalla Lazio.

Sotto col Toro

Come dire, il Cagliari ha perso contro una quasi top del torneo. E al netto del crollo avuto negli ultimi venti-trenta minuti, qualcosa di buono l’ha fatta vedere, dimostrando di poter colmare qualsiasi gap tecnico o fisico (la fisicità della maggior parte dei giocatori dell’Udinese ha impressionato, soprattutto nel cuore del campo). Ora sotto col Toro, altra squadra da non sottovalutare ma inferiore sotto ogni punto di vista all’Udinese, anche se ha cambiato marcia con l’arrivo di D’Aversa ed è altrettanto imprevedibile. Indubbiamente, è meno affamata di punti. Le partite comunque vanno giocate. E questa i rossoblù non potranno assolutamente perderla. Per la salvezza, ma non solo.

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