Da troppo tempo Escalaplano, Orroli e Nurri sono senza pediatra. Un vuoto che pesa sulle famiglie e che, denunciano sindaci e genitori, è il risultato di scelte normative che penalizzano i piccoli centri. L’ultimo giorno di ambulatorio a Escalaplano è stato il 13 giugno 2024, quando la dottoressa Ligas ha lasciato il servizio. Da allora, nessuna sostituzione. «È sempre più difficile trovare pediatri disposti a lavorare nei Comuni piccoli», spiega il sindaco di Escalaplano, Marco Lampis. «Nel nostro distretto siamo scesi a circa 300 assistiti. Numeri che non rendono attrattivo il servizio». Il risultato è che i tre paesi «sono destinati a restare scoperti, costringendo le famiglie a continui spostamenti, con costi importanti». Da oltre due anni, sottolinea il sindaco di Orroli Alessandro Boi, «le amministrazioni ascoltano le lamentele dei genitori, ma non hanno strumenti per intervenire. In assenza del pediatra, sono stati i medici di base a garantire le cure ai bambini più grandi, nonostante un carico già eccessivo». Manuela Mangone, mamma di una bimba di due anni, parla di «un’odissea: Quartu, Siurgus, Muravera. Senza un pediatra vicino finisci per curare tuo figlio da sola, e male». Cinzia Perra accompagna il figlio fino a Quartu Sant’Elena per ogni visita: «È inutile parlare di spopolamento se mancano i servizi essenziali». Da Nurri, Gina Atzeni dice: «Ho tre bambini. Dobbiamo andare a Senorbì o a Cagliari, spesso a pagamento. È un nostro diritto avere un pediatra. Dobbiamo unirci e farci sentire».
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