Arborea, grande festa per celebrare i settant’anni della Cooperativa Latte: «Il nostro impegno verso il futuro»
Sul palco non solo la storia ma anche i prossimi obiettivi dell'azienda, fra numeri, analisi e riflessioni per competere nel nuovo mercatoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Sul palco è salita la storia e il futuro dell'azienda, ma anche i numeri, le analisi, le riflessioni per competere nel nuovo mercato e le dinamiche di consumo. Ma è stata spiegata, dagli esperti in materia, anche l'importanza del latte nell'alimentazione. Ad Arborea è stato celebrato un compleanno speciale: i settant’anni della Cooperativa Latte Arborea, leader del mercato lattiero-caseario sardo e terzo player nazionale nel latte Uht, che nel 2025 ha registrato un fatturato di 267 milioni di euro, in crescita del 9% rispetto al 2024 (+ 22,5 milioni) e una produzione di 191 milioni di litri di latte vaccino. C
ifre snocciolate con orgoglio davanti a un numeroso pubblico: erano presenti i soci della cooperativa, i dipendenti, tanti imprenditori, amministratori locali e politici tra cui l'assessore regionale all’Agricoltura Francesco Agus. Nella sala convegno dell’Horse Country, uno spaccato di quello che è stata la cooperativa, con tutti i presidenti che si sono alternati negli anni (con tanto di foto ricordo tutti assieme e un omaggio per ognuno) i progetti futuri ma anche le difficoltà.
«Continuiamo a investire perché celebrare 70 anni di storia significa assumersi una responsabilità verso il futuro - ha spiegato Remigio Sequi, presidente e amministratore delegato della Cooperativa Latte Arborea che conta 371 dipendenti propri e 3.500 occupati tra dipendenti dei soci e impiegati lungo la realtà della filiera - Per noi crescere vuol dire creare valore per il territorio, le persone e le filiere. Però è fondamentale ripensare le politiche di incentivazione per garantire pari opportunità di accesso agli aiuti per gli investimenti».
Sequi non ha avuto timore a fare un appello ai politici isolani presenti nella sala quando è arrivato il momento di parlare del caro trasporti e di insularità: «Purtroppo non abbiamo scelto noi di stare in un'isola, i costi che dobbiamo sostenere non ci permettono di essere competitivi. Chiedo ai politici regonali di farsi valere, non possiamo avere un cappio al collo». E poi ecco i numeri: «Gli aumenti di trasporti e carburanti, nel nostro caso per 2,6 milioni di euro l’anno - ha ribadito Sequi - aggravano ulteriormente la condizione di insularità».
C'è poi un'altra richiesta alle Istituzioni: «Non chiediamo più incentivi, ma equità nelle politiche pubbliche e riequilibrio tra settori produttivi perché misure come l'iper ammortamento o le evoluzioni più recenti dei crediti d’imposta risultano efficaci per imprese con piena imponibilità fiscale. Occorrono, quindi, strumenti che tengano conto delle diverse caratteristiche fiscali e organizzative delle aziende agricole per garantire un’effettiva accessibilità agli aiuti anche le filiere cooperative; limitare la capacità di investimento significa ridurre la competitività dell'intero sistema che collega produzione agricola, trasformazione industriale e occupazione».
Sono stati ricordati anche gli ultimi investimenti: 48 milioni di euro negli ultimi due anni per l’innovazione tecnologica, il rafforzamento della capacità produttiva e l’efficientamento dell’organizzazione. «Nonostante un contesto complesso, abbiamo deciso però di riconoscere da inizio 2026, un prezzo del latte intorno ai 60 centesimi al litro Iva inclusa - ha concluso Sequi - Intendiamo custodire il valore costruito negli anni e trasformarlo in futuro, continuando a investire, innovare e valorizzare il prodotto di qualità dei soci in linea con le esigenze delle nuove famiglie e dei nuovi consumatori».
