"Potevo scegliere se stare a guardare il mondo che gira o tuffarmici, io mi ci sono tuffata!". La scelta che fa la differenza è quella di Valentina Ligas, 38 anni, nata a Cagliari, giornalista, che ha affrontato e superato quello che non può essere considerato un “male incurabile”. Lei lo ha dimostrato: “incurabile” è una parola inaccettabile, in conflitto con la scienza e con le inesauribili risorse di chi fa i conti con quel nemico. Ha utilizzato “medicine naturali”: coraggio, sana incoscienza e un sorriso che ha spiazzato l’avversario. Poi lo ha esorcizzato attraverso un libro, “La vita è tutto il resto” (“Youcanprint”, pagine 261, euro 19,50) che è un flusso di pensieri positivi, trame di rapporti rasserenanti e di amicizie belle e preziose come un farmaco che salva la vita.

Nel racconto autobiografico Valentina diventa Rose che nell’incipit a proposito del “male curabile” che il destino le ha messo di fronte chiarisce: “È più semplice chiamarlo con il suo nome reale quando parlo con chi ha avuto il mio stesso problema. Ho invece una leggera difficoltà con chi non lo ha conosciuto, perché mi sono resa conto che è una parola che spaventa: allora io lo nomino con delicatezza, la stessa che usavo con me stessa”. E ancora: “Ne ho sempre parlato pochissimo, non perché sia qualcosa da nascondere o di innominabile, ma semplicemente perché credo che sia giusto dargli l’importanza che merita. Lo considero un’esperienza, un percorso che la vita mi ha chiesto di affrontare, uno scomodo coinquilino con cui imparare a convivere, che giorno dopo giorno si è fatto sempre più insignificante fino a diventarmi indifferente”.

Valentina Ligas (foto Rais)
Valentina Ligas (foto Rais)
Valentina Ligas (foto Rais)

La vita di Valentina-Rose, la vita che assicura emozioni, gioia e la forza per contrastare gli eventi imprevisti è “tutto il resto”: gli amici, la famiglia, la passione per il calcio e le interviste televisive. Così “tutto il resto” si prende la scena e il nemico che arriva all’improvviso, una trappola in un percorso sino a quel punto regolare, non è un “moloch” insuperabile.  La battaglia di Valentina ora ha orizzonti più ampi. Ha contribuito alla nascita dell’associazione “Mai più sole” per condividere la sua esperienza con altre donne nel segno della solidarietà e dell’aiuto reciproco. I proventi del libro sono destinati alla Fondazione “Taccia” che sostiene la ricerca e la prevenzione oncologica.

Valentina Ligas (foto Rais)
Valentina Ligas (foto Rais)
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