"L'amore è il segno dell'identità di un cristiano, non l'odio o la violenza" ha ricordato Paolo Curtaz, scrittore e teologo valdostano nel partecipato incontro che si è tenuto questa sera a Sassari nella Chiesa di Cristo Redentore, a 40 anni dall'istituzione della parrocchia e a 30 anni della dedicazione.

Curtaz si definisce "l'evangelizzatore freelance" e "il missionario digitale". Indubbiamente ha saputo cogliere la trasformazione anche tecnologica della società e quindi dei cristiani: ha ideato un sito Internet che propone delle riflessioni sulla Parola di Dio; ha aperto un blog con articoli e opinioni; ha oltre 100 mila followers sui social. Accanto all'attività online anche quella in presenza, altrettanto intensa, con oltre 1.100 conferenze in tutta Europa. 

Il teologo valdostano ha sottolineato che "i problemi delle prime comunità cristiane erano molto più complessi di quelli attuali. Ha evidenziato le 'quattro gambe del tavolo': ascoltare l'insegnamento degli apostoli; l'unione fraterna; la frazione del pane e della preghiera; la diaconia, vale a dire aiutare chi ha bisogno, soprattutto i poveri". 

Settanta minuti densi di riflessioni con richiami continui all'attualità e al rispetto delle idee diverse: "La si può pensare diversamente senza ammazzarsi? Sì. L'alternativa a questo sapete qual è? Gaza". 

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