Pula Letteraria, chiude il festival dopo cinque giorni ricchi di appuntamenti
Grande successo per l’iniziativa che ha portato ancora una volta libri, autori, idee e pubblico nella suggestiva cornice dell’area archeologicaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
L’edizione di quest’anno del festival letterario di Pula lascia in eredità non soltanto incontri e riflessioni, ma anche la consapevolezza che la cultura possa diventare uno strumento concreto per vivere il territorio in maniera nuova. È questo il messaggio di Pula Letteraria 2026, che ha portato ancora una volta libri, autori, idee e pubblico nella suggestiva cornice dell’area archeologica di Pula.
Il tema scelto per questa edizione è stato il viaggio. Non soltanto quello fatto di luoghi da raggiungere e orizzonti da scoprire, ma soprattutto un viaggio interiore, un cammino dell’anima e una ricerca introspettiva. Un percorso attraverso le parole e le storie degli ospiti, che ha invitato il pubblico a fermarsi, ascoltare e riflettere.
A rendere ancora più speciale il programma è stata la presenza di Dario Vergassola, capace di portare sul palco la sua consueta ironia graffiante senza rinunciare alla profondità. Con intelligenza e leggerezza, Vergassola ha coinvolto il pubblico accompagnandolo in una riflessione mai scontata, dimostrando ancora una volta come anche l’ironia possa essere una chiave per affrontare temi importanti.
Ma il valore della manifestazione, per l’amministrazione comunale, va oltre le singole serate. Pula Letteraria si inserisce infatti in una strategia più ampia di promozione culturale e di valorizzazione del territorio, con l’obiettivo di creare occasioni di partecipazione anche al di fuori dei tradizionali mesi della stagione turistica.
«Gli investimenti per la cultura stanziati dal Comune rendono possibile una reale e cospicua destagionalizzazione dell’offerta turistica», ricorda il sindaco Walter Cabasino, sottolineando come la politica culturale dell’amministrazione non sia rivolta esclusivamente ai visitatori, ma prima di tutto alla comunità.
«Gli stessi investimenti – aggiunge il sindaco – hanno come obiettivo aumentare il benessere della comunità e rendere accessibili a tutti eventi di alto livello, promuovendo uno stare insieme di qualità».
Ed è proprio il rapporto tra cultura, persone e luoghi uno degli elementi centrali dell’esperienza di Pula Letteraria. La scelta dell’area archeologica come spazio per gli incontri non è infatti soltanto una suggestiva cornice, ma diventa parte integrante della manifestazione.
«Abbiamo trasformato un luogo incantato in un’oasi per fermare il tempo, ascoltare, riflettere e lasciarci cullare dalla bellezza delle parole», ha dichiarato l’assessora alla Cultura Manuela Serra.
Una frase che sintetizza lo spirito del festival: restituire al patrimonio culturale una dimensione vissuta, contemporanea e accessibile, creando un dialogo tra la storia del luogo e le storie raccontate dagli ospiti. Le rovine archeologiche diventano così uno spazio dove il tempo sembra rallentare e dove la cultura può essere condivisa senza barriere.
Per l’assessora Serra, il festival rappresenta anche un modo per rafforzare il rapporto tra i cittadini e il proprio territorio, offrendo occasioni di incontro e di crescita culturale. La cultura, in questa prospettiva, non è soltanto spettacolo o intrattenimento, ma un elemento capace di costruire comunità.
Al termine della manifestazione, l’Amministrazione comunale ha voluto rivolgere un ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’edizione 2026.
Agli ospiti, agli autori e alle autrici, per aver condiviso storie, idee e spunti di riflessione; al pubblico, la cui curiosità e il cui entusiasmo rappresentano «il vero motore» della manifestazione; e al team organizzativo, a partire dalla Fondazione Pula Cultura Diffusa, dal presidente, dalla direttrice e da tutto il Consiglio di amministrazione.
Un ringraziamento è stato rivolto anche ai volontari, ai partner, ai sostenitori e agli sponsor, il cui contributo permette di continuare a investire in un progetto che punta a fare della cultura un elemento stabile della vita della comunità e una risorsa per il territorio.
Pula Letteraria 2026 si chiude così con un bilancio positivo e con la volontà di proseguire un percorso già avviato. Un festival che, attraverso la letteratura e il confronto, prova a mettere in relazione persone, idee e luoghi, trasformando per qualche giorno l’area archeologica in uno spazio di ascolto e partecipazione.
