Si chiama Sus-Mirri.it (Strengthening the MIRRI-IT Research Infrastructure for Sustainable Bioscience and Bioeconomy) il progetto che rafforza la più grande infrastruttura italiana delle risorse microbiche Mirri-It e la sua integrazione nel sistema europeo delle infrastrutture di ricerca.

Il più grande catalogo nazionale delle risorse microbiche ha mappato oltre 43.000 ceppi microbici conservati e caratterizzati, che riguardano più di 150 servizi scientifici avanzati e una rete nazionale che coinvolge 29 istituzioni di ricerca, tra cui l’Università di Sassari. Sono alcuni dei risultati, presentati nei giorni scorsi al meeting tenutosi nell'aula magna dell’Università di Torino.

I microrganismi rappresentano una risorsa strategica per numerosi settori: dall’agricoltura sostenibile alla sicurezza alimentare, fino allo sviluppo di nuovi farmaci e prodotti biotecnologici.

Il progetto ha inoltre rafforzato la rete nazionale di laboratori attraverso l’installazione di 94 nuove strumentazioni scientifiche e lo sviluppo di 56 nuovi servizi di analisi microbica, dedicati alla caratterizzazione genomica e fenotipica dei microrganismi, allo studio dei microbiomi, alla bioinformatica e alla ricerca di nuove applicazioni in ambito ambientale, sanitario e agroalimentare. Tra le principali ricadute anche il reclutamento di oltre 50 ricercatori e ricercatrici, figure tecniche, dottorandi e dottorande, l’organizzazione di 34 corsi di formazione avanzata e l’attivazione di 15 programmi di accesso nazionale e internazionale ai laboratori della rete. Le attività scientifiche hanno prodotto oltre cento pubblicazioni e numerose collaborazioni con il mondo della ricerca e dell’industria.

L’infrastruttura di ricerca MBDS-UNISSCCdell’Università di Sassari, con sede presso il Dipartimento di Agraria, ha rimarca Marilena Budroni, responsabile scientifica della collezione, “rappresenta un serbatoio di biodiversità in quanto sezione esterna della Banca Regionale di germoplasma, certificata ISO 9001:2015 e riconosciuta a livello internazionale. E’ uno strumento fondamentale per l’innovazione in campo biotecnologico, agroalimentare e ambientale. Le risorse microbiche identificate, caratterizzate e conservate sono prototipi testabili su scala pilota e preindustriale e sono a disposizione di produttori e di portatori di interesse. Inoltre, MBDS-UNISSCC offre servizi, consulenze e formazione, partecipa e promuove progetti di trasferimento tecnologico in collaborazione non solo con imprese che operano nel territorio ma anche con associazioni di categoria, associazioni del terzo settore, amministrazioni pubbliche”.

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