Un capoluogo che nel tempo è stata mecca e fucina per scene e movimenti di ogni tipo, la cui memoria non muore mai: e questo venerdì a Cagliari torna a illuminarsi con un'importante testimonianza su pellicola, nella proiezione di "Kanisi Skappusu" alle scalette del Terrapieno per le 21, parte di un'intera serata intitolata "Karalis Old School" e dedicata al sottobosco hip hop e skate degli anni Novanta nel capoluogo. 

Guardando infatti a tutta quell'arte clandestina e prodotta negli spazi marginali di Cagliari, vengono messe al centro le cronache di writing, breakdance, rap e skating di quell'era, ambientate tra le Gallerie Ormus, il "Pistino" di via Rockfeller e lo stesso Terrapieno. Non poteva esserci dunque miglior corollario che il cortometraggio documentaristico di Sechi, girato nel 2017 e con protagonista l'omonima, storica crew "randagia" di writing: una realtà che è stata attiva insieme a tante altri pari grado, come Tnt, Abt, Inh e All Caps, e le cui scritte sono tutt'oggi reperibili sui muri del capoluogo, spessissimo in sardo campidanese e con contenuti militanti e anti-militaristi. 

Sechi, classe 1992 e originaria di Las Plassas, è fotografa e artista visiva, formata tra Bologna e Marsiglia. Co-fondatrice del collettivo creativo Transhumanza, da oltre dieci anni è attiva nel promuovere e valorizzare la cultura hip hop e underground isolana.

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