Asilo aziendale, integrazione multiculturale, welcome amministrativo e linguistico, e soprattutto il "Lab G", laboratorio studiato ad hoc per le ricercatrici col pancione che è ad oggi un caso unico nel mondo della ricerca.

È lo straordinario esempio di welfare "a misura di ricercatore" che è valso a Rossella Blasi, da quasi 20 anni a capo delle risorse umane dell'IFOM (Istituto FIRC di Oncologia Molecolare) di Milano, primario centro di ricerca sul cancro di calibro internazionale, il premio "TopLegal Corporate Counsel Award 2018" come miglior direttore risorse umane dell'anno.

Non facile individuare il giusto work-life balance in un istituto di ricerca sul cancro in cui oltre 80% dei lavoratori svolge lavoro di ricercatore, il 25% è costituito da stranieri, provenienti da 25 Paesi del mondo e la percentuale di donne è del 60%, di cui una buona percentuale in posizione di management (30%).

Il grande sforzo operato da Rossella Blasi è da sempre quello di andare incontro, per quanto possibile, alle esigenze del ricercatore, facendo ruotare tutta la macchina organizzativa intorno alla mission centrale: la ricerca sul cancro. E quindi cercare di dare massima serenità ai ricercatori con famiglia perché il loro obiettivo scientifico e il loro impegno in famiglia non si ostacolino a vicenda.

"In IFOM abbiamo una percentuale altissima di mamme ricercatrici - commenta Rossella Blasi, 41 anni, a sua volta mamma di due figli, Martina e Nicolò - che tra l’altro fanno il primo figlio in età giovane rispetto alla media nazionale. A mio avviso sono delle vere eroine: se è già difficile lavorare e portare avanti una famiglia, ancora di più lo è se il lavoro è impegnativo, senza orari né fine settimana e fluido come quello del ricercatore. In particolare il binomio diventa sempre più raro quando c’è un percorso di carriera importante."

Per andare incontro alle esigenze professionali ed esistenziali dei ricercatori, così come degli altri dipendenti dell’Istituto, IFOM ha adottato delle misure di conciliazione vita-lavoro che vengono riconosciute come estremamente innovative nell’ambito delle realtà di ricerca modernamente strutturate.

Il programma di work-life balance prende le mosse dalle esigenze specifiche di un istituto di ricerca scientifica come IFOM, che tipicamente recluta risorse umane giovani (età media 30 anni) e di provenienza internazionale.

Le iniziative previste nel programma mirano pertanto ad agevolare l'attrazione di talenti nazionali ed internazionali, offrendo loro servizi che consentano di concentrarsi sul proprio percorso di carriera con il massimo rendimento.

Donne in gravidanza al lavoro nel \"Lab G\"
Donne in gravidanza al lavoro nel \"Lab G\"
Donne in gravidanza al lavoro nel "Lab G"

E i benefici sono anzitutto "di natura motivazionale - spiega Rossella Blasi - in quanto l'attività professionale non configge con la vita familiare e con la vita privata anzi ne agevola la simbiosi. Benefici economici, e mi riferisco soprattutto all'asilo nido e ai servizi burocratici che destiniamo ai ricercatori, aspetto cruciale considerato quanto sono ostiche le procedure burocratiche in Italia anche per noi italiani, figuriamoci per un giapponese o un indiano. Poi i benefici sociali perché agevoliamo i nostri ricercatori provenienti dai 5 continenti ad integrarsi nel contesto culturale italiano tramite apposite figure di facilitatori interculturali.”

Quindi il "Lab G", "un laboratorio studiato ad hoc per le ricercatrici in attesa o neomamme. Di norma, infatti, nei centri di ricerca biomedica la vita di laboratorio è preclusa alle ricercatrici in stato di gravidanza, puerperio od allattamento perché sussiste un potenziale rischio di esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici che in certe dosi e in determinati periodi della gravidanza potrebbero essere pericolosi per il bambino. Il "Lab G", realtà unica nel mondo della ricerca in Italia, consente alle ricercatrici di IFOM di conciliare serenamente il proseguimento della propria carriera scientifica con la maternità, offrendo loro l'opportunità di lavorare in condizioni di massima sicurezza per tutto il periodo della gravidanza e dell'allattamento".

(Unioneonline/v.l.)
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