Caprera rende omaggio a Giuseppe Garibaldi con un anno di eventi
Oggi l’apertura della mostra “Lo stesso mare: da Giuseppe Garibaldi a Carlo Battaglia”Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
A Caprera c’è sempre qualcosa da celebrare, è indubbio: non solo perché qui è stata scritta una parte importante della storia del Risorgimento, ma anche perché i valori qui maturati, che hanno attraversato due secoli, sono ancora oggi rappresentati nella loro fresca attualità.
Le celebrazioni di quest’anno, oltre a quelle canoniche del 2 giugno, data della morte, e del 4 luglio, giorno della sua nascita, sono considerate «speciali» per i Musei Garibaldini. Infatti, «170 anni fa Giuseppe Garibaldi costruì quella che lui chiamava la Casa Bianca, la sua dimora – ricorda Sergio Cappai, direttore dei Musei Garibaldini di Caprera – e 50 anni fa l’allora Ministero per i Beni Culturali prese in carico il Compendio Garibaldino, istituendo il Museo Nazionale e destinandolo alla pubblica fruizione».
Fu nel 1856 che Giuseppe Garibaldi decise di trasferirsi in maniera permanente a Caprera, dove aveva acquistato buona parte dell’isola, procedendo alla realizzazione della casa, della stalla, del mulino e di altre strutture, mettendo in piedi una grande fattoria autosufficiente sul modello delle fazendas sudamericane, che lui consceva bene. Nel frattempo dava il suo determinante contributo all’Unità d’Italia. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1882, i beni passarono dalla famiglia Garibaldi allo Stato, con l’assegnazione, nel 1907, della custodia alla Regia Marina Italiana, che istituì la guardia d’onore (mentre rimasero stabilmente a Caprera la moglie, Francesca Armosino, e la figlia Clelia Garibaldi, morta nel 1959). La Marina Militare, successivamente, si prese cura del sito per molti anni, consentendo la visita alla tomba dell’eroe ai numerosi visitatori e ai pellegrinaggi delle associazioni garibaldine. Nel gennaio del 1976, invece, il Compendio Garibaldino di Caprera aprì per la prima volta le sue porte come Museo Nazionale, inaugurato formalmente dall’allora ministro dei Beni Culturali, Giovanni Spadolini.
«Questi anniversari – prosegue il direttore Cappai – vengono celebrati quest’anno qui, ai Musei Garibaldini di Caprera, attraverso un programma di eventi che abbiamo intitolato “Garibaldi è: Garibaldi e Caprera, Garibaldi e l’Italia, Garibaldi e l’Europa”, attraverso il quale vogliamo esplorare la figura del Generale - conosciuto sui libri di storia come un grande condottiere e un grande militare - anche attraverso ciò che da cinquant’anni fa il Compendio Garibaldino; esplorare il Garibaldi più intimo, il Garibaldi uomo, il Garibaldi agricoltore, il Garibaldi marinaio. Il tutto con riferimenti chiari al suo amore viscerale per Caprera e per la Sardegna in generale; non solo, ma anche approfondendo quelli che sono gli ideali che hanno portato Garibaldi a essere un eroe italiano, l’eroe dei due mondi, e a rappresentare, ancora oggi, un punto di riferimento per gli ideali che legano la sua figura all’Europa».
Dopo la cerimonia istituzionale dello scorso 17 marzo, per la Giornata dell’Unità d’Italia, e quella di oggi 28 febbraio, alle 11:30, con l’apertura della mostra "Lo stesso mare: da Giuseppe Garibaldi a Carlo Battaglia", nonché quella del prossimo 25 aprile, dal titolo "Una storia della Resistenza. Il vessillo della Brigata Garibaldi Spartaco II", il programma andrà avanti per tutto l’anno «con una serie di eventi che comprendono mostre, cerimonie, presentazioni di libri e attività di varia natura, proprio per conoscere e approfondire Garibaldi e la sua figura, a tutto tondo». Ben 13 eventi in tutto.
