L'evoluzione dell'arte contemporanea mescola pittura e grafica, scultura con i macchinari 3D e tecniche multimediali. I risultati non lasciano indifferenti: scuotono, provocano, fanno riflettere. Come “Mediterraneo”, opera del 2018 di Angelino Fiori che trasforma un cassetto tipografico in una visione del “Mare Nostrum” popolato da figure in argilla.

Si intitola “Ai confini dell’impero. Nuove periferie dell’arte contemporanea” la mostra ospitata nella sede sassarese della Fondazione di Sardegna.

Oltre alle opere di Fiori, sono esposte quelle di altri quattro artisti sassaresi: Paola Dessy, Giovanna Secchi, Marco Ippolito e Roberto Puzzu.

Cinque modi diversi di intendere l'arte contemporanea fra processi tradizionali e sperimentali: figure geometriche tridimensionali, commistione di materiali, acquarelli e resine, oggetti che escono dalle cornici.

Particolare di \"Mediterraneo\" di Angelino Fiori (foto G. Marras)
Particolare di \"Mediterraneo\" di Angelino Fiori (foto G. Marras)
Particolare di "Mediterraneo" di Angelino Fiori (foto G. Marras)

Restano impressi nel visitatore persino gli accostamenti dell'esposizione curata da Beatrice Dotzo e realizzata dall’Associazione culturale Artha Officina con il sostegno della Fondazione di Sardegna.

La mostra sarà visitabile sino al 30 settembre.

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