“Cara Unione, 

mi rivolgo a voi per manifestare la mia sorpresa e la mia delusione per il nuovo sistema – che mi hanno detto essere in vigore da gennaio – per il rimborso delle spese di viaggio ai sardi che devono andare a sottoporsi a cure e terapie in altre regioni. 

Ho quasi 70 anni, sono un trapiantato di fegato e ho problemi al cuore e per questo dal 2017 sono costretto almeno una volta l’anno a recarmi a Milano e/o a Modena per sottopormi a controlli e terapie.

Sinora è bastato compilare un modulo per segnalare alla Asl le spese che avrei sostenuto per farmi assegnare un congruo anticipo.

In questi giorni, dovendo nuovamente partire a dicembre per Milano per i controlli, ho dunque compilato il solito modulo richiesto dalla Asl, ma – se in altre occasione mi sono stati assegnati 200-250 euro - ora mi sono stati anticipati solo 53 euro, ovvero il 70% del biglietto aereo di andata già pagato.

Per concedermi somme maggiori mi si chiede – cosa che non avveniva in passato – di presentare ricevute di spese già sostenute. Ma è impossibile: io non posso prenotare in anticipo anche il volo di ritorno, perché solamente dopo la visita che effettuerò mi diranno quanti giorni devo effettivamente restare per le terapie. Questo ovviamente vale anche per l’albergo e per tutte le altre spese, che non posso conoscere in anticipo. 

Risultato: mi trovo a dover subito sborsare di mio somme anche ingenti, che certo mi verranno successivamente rimborsate, ma che sinceramente da pensionato e invalido, oltretutto senza figli che mi aiutano, mi trovo in difficoltà ad anticipare. Alla luce di questo, credo che un sistema così organizzato finisca per penalizzare ancora di più i malati sardi che come me sono già costretti a patire i disagi degli spostamenti in altre regioni per motivi di cura».

Lettera firmata* 

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