«Egregio Ministro della Salute,

mi trovo in questo momento al pronto soccorso dell'ospedale di Olbia, dove aspetto da oltre cinque ore che mio figlio venga visitato. Soffre di una forte emicrania accompagnata da disturbi gastrici, ma fino ad ora nessuno ha potuto occuparsi del suo caso.

Vorrei portare alla sua attenzione un problema che riguarda la nostra città, ma che credo sia comune in molte altre aree del paese: l'assenza di un regolare servizio di guardia medica. Solo il mese scorso mia moglie (73 anni) ha vissuto la stessa esperienza, trovandosi senza assistenza per un problema di ipertensione e costretta a rivolgersi ad un amico medico per un consiglio relativo alla sua sofferenza.

Il disturbo di mio figlio, come quello di tanti altri che aspettano per motivi diversi, dovrebbe trovare sollievo qui, al pronto soccorso, ma l'attesa si prolunga inesorabilmente per ore.

Mi chiedo: se lei, Ministro, si trovasse nelle stesse condizioni di mio figlio, o di qualsiasi altra persona qui presente, cosa proverebbe? Come vivrebbe quest'attesa, che sembra essere infinita? La sanità pubblica è stata abbandonata, lasciata a se stessa, e non è il personale che voglio accusare, perché comprendo le loro difficoltà. No, la responsabilità ricade su di voi, politici, che avete costruito una propaganda ingannevole per rassicurare una popolazione stremata e, spesso, ignara della realtà.

Le propongo di fare una visita in "borghese" a uno dei tanti pronto soccorso del nostro Paese. Si faccia carico dell'attesa, e sperimenti in prima persona cosa significa essere un cittadino che attende un soccorso che non arriva mai in tempo. Solo allora potrà capire fino in fondo quanto sia diventato intollerabile il nostro sistema sanitario.

Distinti saluti».

Fulvio D'Anna – Olbia

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