È come se al ritorno dalle vacanze avessimo aperto il freezer per scoprire che si era guastato da un pezzo. E tutto quello che il ghiaccio aveva conservato a lungo eccolo lì, semisbrinato e a mollo in un guazzetto inquietante.

Ieri in poche ore sono tornati a galla Garlasco, coi Pm che accusano Sempio del delitto Poggi di 19 anni fa solennemente attribuito a Stasi, e Bergamini, con un secondo indagato per una morte che nel 1989 passò da suicidio; anche la tragedia di David Rossi nel 2013 fu archiviata come suicidio, e ieri i periti della commissione d’inchiesta l’hanno inquadrata come omicidio; e ieri tre 007 egiziani sono stati condannati per il rapimento Regeni e Parigi si è detta disposta a collaborare all’indagine sulla strage di Ustica che nel 1980 fece 81 vittime (ripetiamolo: ottantuno persone uccise. Quarantasei anni fa, e da tre i parenti vogliono riscontro alle parole di Amato sul missile francese che colpì il Dc9 anziché Gheddafi). Si dirà che che sono riaperture di indagini, non sentenze. Ed è giusto. Che sono tutti casi molto diversi, ed è verissimo. E che tutto questo rivangare nuoce alla fiducia nella giustizia. E questo è falso. Perché molto di quel ghiaccio era fatto a mano. La novità del 28 settembre 2026 è che nulla è per sempre, neanche in Italia. Forza e coraggio.

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