S ono antifascista, lo dichiaro sul mio onore. Sono anche antisionista. Sono pro Palestina, pro immigrazione, anche quella clandestina. Sono ecoverde di mattina e rossoverde di sera. Non sono islamofobo e non coltivo altre fobie se non quella contro le dittature di destra. Sono per l’uguaglianza dei generi, ma tollero le discriminazioni coraniche che i musulmani non integrati praticano anche in Italia. Sono pacifista arcobaleno. La Costituzione italiana è la più bella del mondo, la magistratura ha sempre ragione tranne quando indaga a sinistra. E Trump mi sta sul gozzo. Con queste credenziali faccio domanda per ottenere la patente di autentico democratico. La commissione che la esaminerà è un ectoplasma rosso e indistinto. Come metro di valutazione usa la propria morale socio politica, che divide il mondo in due: fascisti e antifascisti. Se la mia richiesta sarà accolta potrò presentarmi a qualunque manifestazione culturale in Italia. All’estero sono di idee retrograde e ammettono chiunque, indiscriminatamente, correndo rischi di inquinamento della purezza dei partecipanti patentati e dell’aria che essi respirano. Potrò intervenire a testa alta con la mia minuscola casa editrice persino alla manifestazione “Più libri più liberi”, alla quale non si è ammessi senza “la patente”. Ora, finalmente, mi sento più libero. Libero di ubbidire ai soviet democratici.

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