I l Tar ha respinto i ricorsi presentanti da diversi Comuni contro l’accorpamento di alcune direzioni scolastiche. I giudici amministrativi hanno ragionato anche sui numeri: meno studenti, meno classi, meno direzioni. Normale. È certificato che nell’Isola negli ultimi otto anni si è avuta una perdita progressiva e costante che tocca circa 35 mila alunni in meno in tutte le fasce scolastiche. I numeri, per reggere una decisione politica, vanno necessariamente integrati con valutazioni di tipo sociale quali la forte denatalità e lo spopolamento dei piccoli paesi. Poco male se il “dimensionamento” si riduce al taglio di qualche direzione scolastica, ma se significa sacrificare la qualità dell’istruzione e il suo valore sociale per ragioni economiche siamo all’autodistruzione. Il diritto allo studio non si discute, va garantito sempre, comunque, dovunque e nel modo più accessibile, da Baradili il Comune più piccolo a Cagliari il più grande. Il gap tra denatalità e età scolare è difficile da eliminare in tempi brevi, si può però contenere migliorando la preparazione, azzerando i tassi di dispersione e abbandono scolastico che hanno raggiunto picchi del 40 per cento. Antonio Gramsci raccomandava: “istruitevi. perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza”. Certi politicanti dopo cent’anni non hanno ancora capito che l’invito non li esclude, anzi!

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