L’infame aggeggio
Caffè Scorretto
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Molti di noi guardano con sospetto lo smartphone, convinti che la sua vera funzione sia controllarci e manipolarci (“Da quando ho detto che tua cognata sembra Alvaro Vitali con le trecce, YouTube mi propone solo video di Pierino!”). La verità, come sempre, è più semplice. È vero, la modernità ha infilato nelle nostre case e nelle nostre vite un nemico tecnologico. Ma non è studiato per spiarci, bensì per devastare la qualità del nostro umore e avvelenare i rapporti con parenti stretti e colleghi, e quindi frantumare due basi costituzionali della società come la famiglia e il lavoro.
Non è il telefono: è il caricabatterie.
Apparentemente progettato con l’umile missione di alimentare il telefono, in realtà l'aggeggio maledetto ha una duplice capacità aggressiva.
1) Sparisce con una disinvoltura da Houdini da cassetti e ripostigli ermetici (ma non sempre: solo quando hai la batteria moribonda e aspetti una chiamata importante);
2) Se riappare, lo fa attaccato al telefono di un collega/partner/figlio, con il quale a quel punto nasce una faida spesso silente e rancorosa. È chiaro che è una mossa studiata dai servizi di un Paese ostile per minare la coesione dell’Occidente. Altrimenti succederebbe anche altrove. E invece avete mai letto di Putin nervoso perché gli è sparito il caricabatterie?
