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U17, quarta all'Europeo la nazionale delle tre azzurrine nuoresi

Hanno fatto la differenza le tre giocatrici dell'Hac Nuoro Martina Sitzia, Luisella Podda e Valentina Davoli
da sinistra le azzurrine martina sitzia luisella podda e valentina davoli con gli ex hac nuoro mattia mancini e sofia belardinelli (foto vanna chessa)
Da sinistra le azzurrine Martina Sitzia, Luisella Podda e Valentina Davoli con gli ex Hac Nuoro Mattia Mancini e Sofia Belardinelli (foto Vanna Chessa)

Tra le esperienze più belle e coinvolgenti che possano capitare agli atleti c'è quella di vestire la maglia azzurra. Farlo in occasione di un Europeo che si gioca in casa rende l'emozione ancor più travolgente. Ne sanno qualcosa le azzurrine della pallamano, che nell'ultima settimana, in quel di Lignano Sabbiadoro, hanno disputato l'Ehf Championship U17 femminile.

Tra le diciotto convocate da Ljiljana Ivaci, hanno brillato le giocatrici dell'Hac Nuoro, Valentina Davoli, Luisella Podda e Martina Sitzia, che hanno lottato con le proprie compagne di squadra per regalare all'Italia una medaglia continentale. Un obiettivo sfumato nelle ultime ore. Sabato le primule avevano perso 24-27 la combattuta semifinale giocata contro la Repubblica Ceca, che in finale ha sconfitto l'Islanda e vinto l'oro. Ieri le azzurrine, ormai stanche e provate, si sono arrese alla Polonia, che le ha travolte 28-16 chiudendo il primo tempo in vantaggio di dieci reti e si è aggiudicata il bronzo. L'Italia è rimasta giù dal podio, ma questo non può cancellare le prestazioni di una squadra su cui lo staff della nazionale ha lavorato per alcune stagioni, creando un gruppo solido e competitivo. Una compagine che ha saputo disputare un'ottima fase a gironi, liquidando nell'ordine Polonia (27-30), Macedonia (24-23) e Azerbaigian (35-26), prima di incassare l'ininfluente sconfitta per 29-27 contro la Bielorussia.

LE PROTAGONISTE - Valentina Davoli, che la maglia azzurra la veste da tre anni, è la prima a commentare l'Ehf Championship. "È un'esperienza che non solo ci rimarrà dentro come giocatrici, ma che è destinata a rimanere nella storia. Avremmo voluto fare di più, anche perché lo avremmo meritato, però sono subentrate tanta stanchezza e poca lucidità. Sono cose che possono capitare, ma nonostante tutto abbiamo dimostrato che anche l'Italia può dire la sua in manifestazioni come questa". Un quarto posto che non cancella la soddisfazione. "Sarebbe stato meglio ottenere un altro risultato, ma la felicità rimane. Sappiamo che sarebbe potuta andare meglio, però non ci si può sempre rammaricare, siamo soddisfatte e contente". Lucida e obiettiva anche l'analisi dell'ala Luisella Podda. "Negli ultimi due mesi abbiamo lavorato tanto e si è visto, abbiamo fatto molto meglio rispetto ai tornei precedenti. Credo che la nostra miglior partita sia stata la prima contro la Polonia, mentre la sconfitta con la Bielorussia, benché fossimo già qualificate, in fondo ci ha demoralizzate e ne abbiamo pagato un po' le conseguenze nelle sfide successive", ha spiegato la giocatrice nuorese. "Nella finale per il terzo posto noi titolari eravamo davvero stanche e affaticate e sono stati necessari dei cambi. Siamo un bel gruppo, abbiamo fatto passi da gigante rispetto a un anno fa, quando eravamo arrivate oltre il decimo posto. Se potremo continuare assieme, faremo ancora meglio, ne sono certa". Un pensiero che condivide anche il portiere Martina Sitzia. "Spero che questa squadra possa continuare a crescere e rimanga unita. Siamo molto affiatate e credo che proseguire assieme sia la soluzione ideale, non avrebbe senso separare questo gruppo, siamo orgogliose di rappresentare l'Italia in eventi così". Un'emozione che diventa smisurata quando, come in questo caso, si gioca in casa. "È stata un'esperienza che ci ha fatto maturare come team e individualmente. Ammetto che rappresentare l'Italia e anche la Sardegna, la mia Isola, mi ha dato motivazioni aggiuntive. Farlo davanti al nostro pubblico è stato incredibile, si sentono tutti gli occhi puntati addosso e le aspettative delle persone danno una responsabilità diversa, ma le emozioni che si provano sono immense, incredibili". E alla fine la gioia di esserci state prende il sopravvento. "Sì, sono contenta di aver potuto disputare questo Europeo. Dopo lo stop con la Bielorussia abbiamo iniziato a sentire la stanchezza fisica e mentale, ma nonostante ciò anche in semifinale abbiamo lottato e reagito, non volevamo arrenderci". LA SORPRESA - Tra il pubblico che ha supportato l'Italia, anche alcune vecchie conoscenze dell'Hac Nuoro. Nei giorni scorsi sugli spalti, a sventolare la bandiera dei quattro mori, c'erano anche il nuorese Mattia Mancini e l'italoargentina Sofia Belardinelli, che nel recente passato avevano vestito con onore la maglia della compagine barbaricina rispettivamente in B maschile e A1 femminile.

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