SPORT - CALCIO REGIONALE

La decisione

Covid a Sassari, la San Paolo dice stop agli allenamenti

Il presidente Saba: "Troppo alto il rischio contagi"
antonello saba presidente asd san paolo (foto porqueddu)
Antonello Saba presidente ASD San Paolo (Foto Porqueddu)

La società sportiva San Paolo contro la delibera della Figc. Il consiglio direttivo sospende le attività in contrapposizione con le decisioni della Federazione Italiana Gioco Calcio. In un corposo documento inviato ai tesserati la società sportiva sassarese ha comunicato la sospensione anche "degli allenamenti nelle forme individuali consentite dalla Figc - LND Comitato Regionale". "Non credo sia necessario aspettare le decisioni delle autorità per fare certe scelte - spiega Antonello Saba presidente della società - ci sembra che la situazione contagi di Sassari sia tale da dover sospendere le attività".

Decisione più restrittiva dunque rispetto alla delibera della Federazione in cui, dopo il Dpcm del 24 ottobre, si sospendono le competizioni provinciali e regionali consentendo però gli allenamenti individuali all'aperto: "una decisione nettamente in contrasto con la circolare del Gabinetto del Ministro dell'Interno indirizzata ai Prefetti - tuona Saba - la circolare infatti sospende anche le attività di allenamento in forma individuale, ma la Figc interpreta la norma e delibera il contrario". La decisione contenuta nella delibera della Federazione ha altri punti di incoerenza: "non si capisce infatti perché altrimenti la previsione di ristori economici per le società sportive proprio per la sospensione delle attività". Secondo il documento della società sassarese la delibera è in contrasto anche con le decisioni relative alla scuola: "l'allenamento svolto in forma individuale, senza mascherine, espone ragazzi e bambini a rischio di contagio, ossia a quello stesso rischio che si sta cercando di eliminare con la chiusura delle scuole".

La decisone del Consiglio Direttivo della San Paolo arriva per evitare l'incremento dei contagi: "non solo esporremmo i nostri atleti ad un rischio, ma anche i genitori e i nonni dei nostri ragazzi - specifica Saba - non possiamo correre il rischio di creare ulteriori problemi alle strutture sanitarie. In questi casi non è necessario aspettare ordinanze o Dpcm, è una decisione di coscienza".

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