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Filippo Candio, un cagliaritano sfida
i maestri del poker a Las Vegas

Un giovane cagliaritano, Filippo Candio 26 anni, lancia la sfida ai maestri del poker. Il prossimo 6 novembre si batterà a Las Vegas per il titolo mondiale. Primo premio, quasi nove milioni di dollari.
filippo candio
filippo candio

Sono un ragazzo di 26 anni. Mi piace ballare, mi piace andare in discoteca, mi piace conoscere gente ”.

E’ l’inizio dell’intervista a Filippo Candio, il giocatore professionista di poker che, prima volta per un italiano, è entrato a far parte dei november nine, il prestigioso team di 9 players che il prossimo 6 novembre si contenderanno il titolo di campione del mondo di poker e un primo premio da quasi 9 milioni di dollari al tavolo finale delle World Series of Poker a Las Vegas. E anche se terminerà ultimo non potrà lamentarsi: ha già vinto infatti oltre ottocento mila euro. PokerItalia24, il primo canale tv italiano dedicato interamente al poker sportivo in onda in chiaro su Digitale Terrestre e sul canale 222 di Sky ha realizzato un’ intervista esclusiva con Filippo Candio che andrà in onda in prima visione in due puntate il 31 ottobre e il 1 novembre alle ore 19. L’intervista conterrà il racconto delle imprese pokeristiche di Filippo Candio e delle sue esperienze personali: le origini, gli amici, l’amore e la passione per la sua Sardegna, le difficoltà incontrate nella carriera di giocatore professionista, il sostegno della famiglia. Un viaggio dentro e fuori al personaggio che sta diventando uno dei protagonisti assoluti del gioco che appassiona milioni di italiani su internet, nei grandi tornei live e anche davanti al televisore.

Quando nasci in un posto – racconta Filippo – è inutile cercare la felicità altrove, sarebbe come scappare da se stessi. Qui è dove sono cresciuto, questo posto è importante per me. Mi dà la forza di andare avanti nelle mie scelte e mi ricorda che se tutto dovesse andare male c'è sempre un posto dove la gente mi vuole bene e da cui ricominciare da capo”.

La dichiarazione d’amore di Candio per la Sardegna viene ripetuta spesso durante l’intervista: “Amo questa città, ha un centro storico fantastico, il mare, il colle. Poi ci sono le coste come VillaSimius, Santa Margherita di Pula, Chia Laguna e tante altre. Anche la Costa Smeralda è uno dei posti più belli del mondo. Secondo me potrebbe essere fonte di buona economia per la Sardegna se ci fosse la possibilità per i sardi di fare cose anche lì. Fuori dal giro turistico, la zona dell'Ogliastra è stupenda, ma anche l'entroterra. Le zone del nuorese, dell'oristanese sono zone fantastiche dove si mangia benissimo. Questo è il posto più bello del mondo per vivere ma non per lavorare. Viaggiando tanto grazie al poker, mi sono reso conto che è possibile tutelare l'ambiente e nello stesso tempo migliorare tecnologicamente un luogo. Esistono sistemi per conciliare il progresso e la creazione di nuove strutture e contemporaneamente salvaguardare l’ambiente”.

Un cenno anche ai personaggi più influenti della Sardegna: “Tra tutti i politici sardi importanti stimo molto il buon Cossiga. I più grandi giuristi, più che politici, della storia d'Italia vengono dalla Sardegna. Il sardo, anche se non ha studiato, non è una persona ignorante, perché ha tanta cultura dietro di sé. Spero di trovare nel futuro personaggi altrettanto importanti. Al momento non vedo nessuno in grado di raccogliere l'eredità dei grandi politici sardi. Tra gli scrittori sardi seguo volentieri Marcello Fois”.

Filippo Candio rimane comunque concentrato sul suo grande appuntamento del 6 novembre, e racconta anche la situazione del poker nel nostro paese. “Il poker in Italia – racconta – è stato sottoposto a molte limitazioni. Al contrario di giochi come il Bingo o il Gratta e Vinci, che possono ugualmente generare la dipendenza dal gioco. Solo che il poker, a differenza degli altri, è un gioco di abilità, in cui ci si può migliorare, mentre nel Bingo conta solo la fortuna”.

L’intervista sarà in onda pochi giorni prima del final table del 6 novembre, e non manca il racconto delle emozioni più grandi del torneo tenutosi lo scorso luglio che ha portato Candio a questo grande traguardo: lo studio del poker sui forum, nei libri di poker ma anche di matematica, le mani giocate contro avversari fortissimi come Michael Mizrachi e Greg Duhamel, il segreto della mano decisiva con 5/7, e tutto quello che c’è dietro un torneo di poker, il calcolo delle probabilità, la differenza tra ogni tipo di giocata, le differenze tra il gioco online e il poker live, le differenze tra i tornei e il gioco cash, per arrivare ai rapporti che si instaurano tra i giocatori: “Io e Duhamel abbiamo fatto una scommessa. Se avessimo raggiunto entrambi il final table, ci saremmo scontrati in un match di lotta libera in dodici riprese. Abbiamo realizzato lo scontro in una stanza dell’Hotel. L’Italia ha vinto 12 a 0!”.

Nell’intervista tanti momenti divertenti, come quando Filippo ricorda di quando faceva il cantante in una piccola band con gli amici e si avventura in una breve performance canora, ma anche il racconto di tante difficoltà, come l’estromissione dal team pro di PokerStars.it. “Mi hanno sospeso l’account di gioco, mi hanno detto che la mia carriera era finita. Per un attimo ci ho anche creduto, ma il giorno dopo ho affittato una macchina e ho fatto il giro di tutti i casinò d’Italia per giocare a Poker. E’ stato il momento più difficile della mia carriera. Poi sono arrivate le Wsop e direi che mi sono ripreso bene”.

L’intervista fa anche scoprire Filippo fin da ragazzino, attraverso il racconto divertito dei suoi amici di infanzia, e in famiglia, con l’affetto e il sostegno espresso dalle parole del padre, avvocato con la passione per il gioco, uno dei suoi primi tifosi. “I miei genitori, mio padre Roberto, mia madre Maria, ma anche mia sorella Marta – dice Filippo – mi hanno sempre appoggiato in tutto, E' stata la mia più grande fortuna, hanno visto che il poker poteva essere seriamente un lavoro. E mi hanno sempre sostenuto”.

Come arriverà Filippo Candio al tanto sospirato tavolo finale? “Sarò concentrato e rilassato. Le mosse possibili sono poche e vanno studiate bene. Con i soldi che vincerò non cambierò la mia vita. Già guadagno bene con il poker, forse cercherò più stabilità, cercando di giocare più online e rimanere di più a casa e magari sistemarmi. Se dovessi vincere il braccialetto lo dedicherei a tutti quei ragazzi che vorrebbero affrontare il poker come una professione e incontrano tanti ostacoli in famiglia e nella vita sociale. Se tu ci credi, devi andare in fondo. Se sei capace ce la farai. Io non credo di essere un talento assoluto, però sono uno che si è applicato tanto e si impegna ogni giorno per farcela”.

Giuseppe Catalano


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