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Alessandro Politi, la Iena, ancora positivo dopo 30 giorni

Il giornalista di Mediaset ha dovuto insistere per fare il tampone, e la stranezza è che dopo un mese ha il Covid in piena carica virale
alessandro politi (foto concessa)
Alessandro Politi (foto concessa)

Nei primi giorni di marzo si è verificato un caso di positività al coronavirus all’interno della redazione de programma di Italia 1 “Le Iene”.

Mediaset ha sospeso il programma per cautela sanitaria e invitato tutti i professionisti all’isolamento domiciliare. Il caso riguarda l’inviato Alessandro Politi, 30 anni, positivo al Covid19 che, dopo trenta giorni di isolamento, risulta essere ancora positivo seppur asintomatico.

Lo racconta a UnioneSarda.it.

Buongioro Alessandro, innanzitutto come sta?

Sto meglio. Sono preoccupato per tutti noi e per me,ovviamente, perché ci si rende conto ogni secondo che è tutto un po’ alla giornata. Non si capisce se quello che viene detto oggi varrà anche per il giorno dopo. Questo, per un malato vale doppio, come paura, stress e ansia. A livello fisico sto bene, non ho nessun sintomo.

In un video ha raccontato di essere positivo al Covid e che hanno un po’ esitato per farle il tampone.

I miei sintomi non erano così gravi. Ho dovuto forzare per senso civico, per il lavoro che faccio e per il numero di persone cui sono vicino, i colleghi e soprattutto le persone che avrei avvicinato una volta guarito se avessi seguito le regole date dall’OMS alle regioni: in assenza di sintomi, 14 giorni di quarantena e poi uscire.

Come si sono manifestati i sintomi del Covid?

Non ho mai avuto in vita mia 38 e mezzo di febbre alle 5 del mattino. Mi sono svegliato con brividi, febbre alta, mal di testa fortissimo e mal di gola. Non mi era mai successo così.

Diversi dalla classica influenza?

Mi sentivo strano da giorni, mi sentivo strano ma non avevo febbre.

Colpisce che dopo 30 giorni ha ancora sintomi. Com'è possibile?

Se ti fanno il primo tampone di diagnosi, puoi uscire soltanto dopo un secondo e terzo tampone negativo. Altrimenti non si può. Se a me il tampone non lo avessero fatto, come non lo fanno a milioni di italiani con sintomi lievi come i miei, verosimilmente queste persone dopo 14 giorni dall'assenza dei sintomi escono. Senza tampone. Con il tampone, invece, si può uscire soltanto con il doppio test negativo.

Ha ricevuto supporto psicologico?

E’ necessario che lo Stato promuova un aiuto per le persone che si trovano in questa situazione. So che c’è un numero verde ma nessuno dei vari medici che sapevano quanto fossi ansioso lo ha proposto. Fortunatamente ho mio zio, Beppe Mariani, primario per tantissimi anni di cardiologia che mi sta seguendo ogni giorno, 77 anni, volontario Covid; e ho un carissimo amico psicoterapeuta che mi chiama ogni due giorni. Bisogna fare molta attenzione agli immunodepressi, ma bisogna fare altrettanta attenzione ai depressi.

Lei ha dovuto insistere per fare il tampone…

Sì, ho dovuto insistere, e dopo 30 e più giorni sono ancora positivo con la carica virale piena, teoricamente supercontagioso, quindi mi domando: quanti siamo in Italia? Cosa aspettano le istituzioni a modificare questo tipo di misure di controllo in base alle linee guida? Alla luce del fatto che ci sono stati tantissimi casi positivi anche 40 giorni dopo la fine dei sintomi, quanti sono quelli non tamponati che però dopo i sintomi escono e vanno in giro a infettare o rischiare loro stessi la vita?

Angelo Barraco

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