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L'opera

"S'Accabadora", lo spettacolo teatrale arriva a Roma

L'opera in scena al Fringe Festival nel weekend
un immagine dallo spettacolo
Un'immagine dallo spettacolo

"S'Accabadora" sbarca nella capitale: l'opera scritta e diretta da Susanna Mameli, fondatrice nel 1999 dell'Anfiteatro Sud, e interpretata da Annagaia Marchioro e Marta Proietti Orzella, sarà portata in scena al Fringe Festival domani e domenica per due appuntamenti al "Mattatoio La Pelanda" di Roma.

Lo spettacolo, che si avvale delle musiche originali di Paolo Fresu e del videomapping di Michele Pusceddu e Francesco Diana sulle xilografie di Mario Delitala, non sarà l'unico dell'associazione sarda Anfiteatro Sud ad approdare a Roma: questa sera andrà in scena anche "A quel paese", scritto da Francesco Civile e diretto interpretato da Francesco Civile e Daniel Dwerryhouse.

Susanna Mameli, ideatrice dell'opera teatrale S'Accabadora, è pronta a incantare il pubblico romano. "Lo spettacolo, finalista al concorso Nuove Sensibilità del Festival Teatro Italia di Napoli e vincitore del premio nazionale di teatro "Lauretta Masiero" per la drammaturgia, ha cercato di mettere a fuoco il lato umano e personale di una figura cosi crepuscolare e sfuggente, ma storicamente reale, come quella di 'sa femmina accabadora'", racconta. "Il testo e le scene minime ed essenziali risolvono l'azione teatrale nel rapporto tra Antonia e sua sorella, rispettivamente interpretate da Marta Proietti Orzella e Annagaia Marchioro. Una relazione che è una finzione nella finzione e che lascia trapelare lentamente la verità atroce sulle loro vite. Un lento disvelarsi della realtà fino all'ultimo crudele dilemma che impegnerà Antonia in un nuovo, ma terribilmente diverso, atto di pietà. Fautrice tollerata di eutanasia nel passato, nello spettacolo di Anfiteatro Sud l'accabadora diventa un personaggio di straordinaria attualità per i legami con i dilemmi etici del presente. Questo è il punto di partenza per una messa in scena che non intende approfondire gli aspetti didascalici e descrittivi della questione, né tanto meno fornire superficiali risposte a problemi morali, ma che cerca di dare corpo e anima a una di queste donne, alla sua esistenza concreta, all'apparenza normale, cui Antonia, accabadora e protagonista dell'atto unico, s'aggrappa per continuare a vivere la sua vita".

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