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La sentenza storica: retta gratuita nelle Rsa per i malati di Alzheimer

"Nel caso in cui oltre alle prestazioni socio assistenziali siano erogate prestazioni sanitarie, l'attività va considerata comunque di rilievo sanitario e, pertanto, di competenza del Servizio Sanitario Nazionale"
(foto www pixabay com)
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Importante decisione del Tribunale di Varese: per i malati di Alzheimer la retta di ricovero in RSA dovrebbe essere gratuita nonostante l'approvazione del Dpcm 12 gennaio 2017 che definisce i nuovi Lea, i Livelli essenziali di assistenza socio-sanitaria.

"Nel tempo si è consolidato un indirizzo interpretativo del tutto omogeneo, tale da costituire diritto vivente, nel senso che, nel caso in cui oltre alle prestazioni socio assistenziali siano erogate prestazioni sanitarie, l'attività va considerata comunque di rilievo sanitario e, pertanto, di competenza del Servizio Sanitario Nazionale", si legge nell'ordinanza del giudice onorario Elena Andrea Pucci.

In base a questo principio, il giudice ha condannato una fondazione privata lombarda a rimborsare ai familiari di un'anziana degente colpita da Alzheimer e in seguito ,morta, l'importo di 41.702 euro per le rette versate oltre agli interessi.

"La decisione assume un significativo rilievo sociale se si considera che in Italia - sottolinea l'avvocato Massimiliano Milano che ha difeso i familiari coinvolti in questa vicenda - il numero totale dei pazienti con demenza è stimato in oltre un milione (di cui circa 600.000 con demenza di Alzheimer), molti dei quali necessitano di essere ricoverati in strutture specializzate (RSA). L'elevata retta giornaliera (spesso superiore ai 100 euro) in combinazione con i lunghissimi periodi di ricovero (anche diversi anni) produce esborsi ingenti e spesso insostenibili per le famiglie dei degenti".

Quindi, in soccorso dei malati di Alzheimer potrebbe aiutare questa sentenza del Tribunale di Varese depositata il 23 febbraio, secondo la quale non vi sono dubbi che le prestazioni fornite dalla RSA alla anziana signora affetta da Alzheimer rientrano fra quelle che dovevano essere poste a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale.

"La sentenza è particolarmente importante - aggiunge l'avvocato Milano che con il collega Antonio Vecchio ha ottenuto questo 'verdetto' - e dà una speranza concreta ai tre milioni di persone coinvolti nell'assistenza dei loro cari affetti da demenza. In particolare, appare decisivo il passaggio in cui il Giudice ha stabilito la gratuità della retta nonostante il mutato contesto normativo susseguente all'approvazione del Dpcm 12 gennaio 2017. Infatti, il principale precedente giurisprudenziale in materia (ossia la sentenza della Cassazione n. 22776 del 2016) si riferiva ad un caso sorto nel 1990, allorchè la normativa nazionale applicabile 'ratione temporis' era il Dpcm 8 agosto 1985".

Questa causa è stata promossa dai figli in qualità di eredi della degente affetta da Alzheimer che hanno richiesto il rimborso integrale delle rette di ricovero.

(Unioneonline/v.l.)

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