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approfondimento

Tempo di dieta dopo la quarantena anti-Covid

Si è mangiato a dismisura, più di quanto il nostro corpo avrebbe richiesto
(ansa)
(Ansa)

C'è chi dice di aver copiato la "dieta di Fiorello", chi confessa di aver smesso di riempire la credenza con biscotti e barattoli di nutella e chi, sbalordendo tutti, giura di non essere ingrassato neppure un chilo. Esclusi questi ultimi, però, sembra certo che uno dei problemi che gli italiani, non meno i sardi, si sono trovati ad affrontare a fine quarantena è proprio quello del cibo, di cui resta traccia nel fisico in sovrappeso: le scorpacciate di dolci e salatini, unite ai bicchieri di birra e vino, fanno pagare a molti un conto salato, in termini economici e di ciccia. Non regge nessuna scusa quando, dopo i due mesi fatidici di clausura più o meno totale imposta dall'emergenza coronavirus, non si riesce più a entrare nei jeans o nello scamiciato che disegnava bene la silhouette: vuol dire che si è mangiato a dismisura, più di quanto il nostro corpo avrebbe richiesto e l'ago della bilancia va oltre la soglia, più su del numero agognato, mandando all'aria il peso-forma inseguito da una vita. Purché gli indumenti non si siano ristretti restando appesi alla gruccia dentro un armadio, la verità di cui prendere consapevolezza è una: troppi chili di troppo che, a ridosso dell'estate, non ci volevano proprio. E allora la soluzione è solo una: mettiamoci a dieta. Possibilmente non fai-da-te.

Pandemia e cibo Che l'argomento "cosa mangiare" sia diventato di attualità in questo periodo lo dimostrano i vari servizi proposti sulle riviste mediche dagli specialisti che rimarcano l'importanza della nutrizione in questo momento, anche per il ruolo che può svolgere nel trattamento e nella prevenzione di diverse patologie. Dando per scontato che uno stile di vita salutare è la premessa per star bene, i consigli degli esperti puntano sulla sana dieta mediterranea, supportata da acqua, una regolare attività fisica, un buon riposo. Ingredienti indispensabili per rinvigorire il sistema immunitario, dal cui funzionamento dipendono le risposte dell'organismo a ogni patologia. Se è vero che la dieta antivirus non esiste, raccomandabile è comunque una dieta post virus, ossia un'alimentazione sana, come insistono i componenti dell'American society for nutrition. Ci sono tanti consigli e piccole strategie da adottare per poter impostare questa fase della vita dopo la quarantena dovuta al Covid, innanzitutto preparando una sorta di menu per colazione, pranzo e cena. Cereali integrali, frutta e verdura: si è già a buon punto se una di queste tre voci alimentari sono presenti nel programma di ognuno. In più basterebbe mangiare meno carne, in modo da ridurre anche la quantità di grassi saturi. Una delle cose che in questo periodo è da evitare: fare scorte di cibo, ossia stuzzichini che indurrebbero in tentazione qualunque persona, figuriamoci i malintenzionati, ben disposti a chiudere più di un occhio sui divieti. L'ideale, si sa, sarebbe poi consumare i pasti a orari regolari e occupare bene il tempo in modo da sfuggire alle pause-snack.

Indagine A dimostrazione che il cibo "nutre" la mente degli studiosi, le Acli di Cagliari hanno reso noto in questi giorni i risultati di un questionario, svolto nei mesi clou della quarantena anti-coronavirus, nell'ambito di un'indagine che stanno svolgendo con la società Blue Sardinia sull'educazione alimentare. Lo scopo è indagare le abitudini dei cittadini e il loro rapporto col cibo. Approfittando del tempo a disposizione, dovendo stare a casa, tra marzo e aprile sono state inviate a 320 persone ventisette domande, le cui risposte potranno essere utili per mettere a punto il progetto sul quale gli esperti stanno lavorando. Sono donne, in gran parte, quelle che hanno compilato il questionario e in percentuale maggiore della fascia di età tra i 30-40 anni: emerge la paura di ingrassare (più delle donne che hanno «una terribile paura di ingrassare») anche se la maggior parte dei partecipanti riferisce di non pensare mai con preoccupazione al cibo e mai di sentirsi in colpa dopo aver mangiato e solo qualche volta il 26,3 per cento degli intervistati. È sempre la maggior parte a riferire di non essersi mai impegnato in programmi di dieta e in pochi solo «raramente». Risposte che forniscono agli esperti impegnati in progetti di educazione alimentare, in particolare nelle scuole, gli strumenti per poter governare comportamenti non corretti e che ora nella Fase 2 potranno essere sperimentati. Può dunque affermarsi, conclude Valentina Marongiu, biologa nutrizionista, che "le abitudini alimentari degli intervistati siano nel complesso buone ma sarebbe necessario concentrarsi maggiormente sul consumo e preparazione di cibi vegetali, verdure e legumi, assolutamente necessari all'organismo perché ricchi di vitamine, sali minerali e fibre; sarebbe inoltre importante dedicare più tempo a una costante attività fisica che oltre a essere un toccasana per il corpo lo è anche per la mente".

Quale dieta? Proprio sotto emergenza sanitaria sono fioccate mode, nuove e vecchie, e indirizzi sull'alimentazione che qualcuno sta mettendo o ha già messo in pratica. Come l'abitudine di saltare la cena, chiamata propriamente "Dinner cancelling" di cui se ne parla da quando lo showman Fiorello ha confessato di essere dimagrito seguendo le istruzioni del nutrizionista tedesco Dieter Grabber, dietologo di personaggi famosi dello sport, della politica e dello spettacolo. Come hanno spiegato gli specialisti è una forma di digiuno (nata in Germania qualche anno fa), da una certa ora in poi della giornata, per esempio dalle 17 fino all'indomani mattina (salvo tisane o simili), ma come tutte le diete, può non andar bene per tutti. Tuttavia, chi è pro-Grabber, lo considera «una modalità molto valida perché soddisfa uno stile alimentare vicino alla nostra natura e al nostro ritmo circadiano alimentare, per il quale non si dovrebbe mangiare la sera». Naturalmente, ogni dieta e regime alimentare vanno abbinati a un corretto stile di vita che ne potenzi gli effetti positivi. Certamente i consigli non sono uguali per tutti e rivolgersi a un esperto, nutrizionista e dietologo, è fondamentale soprattutto nei casi di patologie per poter stilare un quadro clinico e intervenire nel modo giusto, senza correre il rischio che saltino fuori altri problemi. Però una regola c'è: colazione da re, pranzo da principe e cena da povero. Non si è sempre detto così, fin dal Medioevo?

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