SALUTE

Lo studio

Covid, con clorochina pochi benefici e aumento della mortalità

"Se c'è mai stata speranza in questo farmaco, questo studio ci mette una croce sopra", il commento del direttore della cardiologia alla facoltà di medicina di Stanford
immagine simbolo (foto da google)
Immagine simbolo (foto da google)

I pazienti ricoverati in ospedale con il Covid-19 e curati con clorochina o idrossiclorochina hanno probabilità significativamente più alte di morire rispetto a chi non è stato curato con l'antimalarico e il suo derivato, promossi dal presidente Usa Donald Trump e dal brasiliano Jair Bolsonaro.

È quanto emerge da uno studio condotto su 96mila persone in tutto il mondo e pubblicato oggi sulla prestigiosa rivista "Lancet".

I due farmaci, secondo gli studiosi, aumentano significativamente anche le probabilità che il paziente sviluppi aritmia con conseguente morte, tavolta, per arresto cardiaco improvviso.

"Se c'è mai stata speranza in questo farmaco, questo studio ci mette una croce sopra - ha commentato David Maron, direttore di cardiologia preventiva alla Facoltà di medicina dell'Università di Standford -. Non c'è alcuna ragione di essere ottimisti sulla possibilità che possa essere usato nella prevenzione o nella cura del Covid-19".

Lo studio, condotto da ricercatori dell'università Sorbona di Parigi, ha analizzato i dati (raccolti da 671 ospedali nel mondo) di 15.000 persone trattate con gli antimalarici e con uno dei due antibiotici che a volte gli sono stati abbinati. La terapia in qualsiasi combinazione dei 4 farmaci è risultata associata a maggior rischio di morte rispetto a quello osservato in 81.000 pazienti a cui questi farmaci non sono stati somministrati. Il maggior rischio è stato osservato nel gruppo trattato con idrossiclorochina e un antibiotico, dove l'8% dei pazienti ha sviluppato aritmia cardiaca, rispetto allo 0,3% del gruppo di controllo.

(Unioneonline/v.l.)

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