SALUTE

L'appuntamento

"Tiroide: perché si ammala e come si cura", il convegno a Cagliari

Un'occasione per approfondire le principali patologie e opzioni di cura della preziosa ghiandola
immagine simbolo (foto da google)
Immagine simbolo (foto da Google)

A volte diventa una sfida impossibile perdere i chili di troppo. O magari ci si sente troppo stanchi, il colesterolo rimane alto e magari non si sopporta il freddo, specie se si è anziani. Oppure si verifica l'esatto contrario di tutto questo.

In questi casi, l'attenzione si concentra sulla funzione di una ghiandola a forma di farfalla che si trova nel collo. Si chiama tiroide e svolge un ruolo fondamentale nell'arco di tutta la vita, da prima della nascita alla terza età. Grazie agli ormoni che produce, regola importanti processi come lo sviluppo neuropsichico e l'accrescimento somatico nell'età evolutiva ed è fondamentale per la funzione cardiovascolare, il metabolismo basale, lipidico, glucidico e osseo. Non solo: la tiroide - come se fosse una centralina di controllo - influenza la fertilità, il ritmo cardiaco, la forza muscolare e molto altro. Insomma: conoscere questa ghiandola è fondamentale, anche e soprattutto se diventa necessario un intervento chirurgico per correggere la situazione, con un'operazione che sempre più spesso può essere fatta con tecnica mininvasiva.

Per chi vuole saperne di più l'appuntamento è per domani, mercoledì 19 febbraio, alle ore 16.15 nella sede dell'Unione Sarda a Cagliari, in occasione dell’incontro aperto al pubblico "Tiroide: perché si ammala e come si cura", organizzato con il contributo non condizionante di Medtronic.

Gli esperti a disposizione, insieme a Stefano Mariotti, professore Ordinario di Endocrinologia Università di Cagliari in quiescenza, saranno Rocco Bellantone, direttore di Chirurgia endocrina all'Università Cattolica di Roma e direttore scientifico del Mater Olbia Hospital, Piero Giustacchini, direttore UOC di Chirurgia endocrinologica e bariatrica del Mater Olbia Hospital e Serena Piacentini, responsabile UOSD di Endocrinologia del Mater Olbia Hospital.

Il benessere della tiroide in Sardegna non è messo in pericolo solo dalla carenza di iodio, che va sempre combattuta con l'impiego del sale iodato, ma anche dall'alta prevalenza di tiroiditi autoimmuni, oltre alla possibilità che si formino noduli o comunque lesioni che richiedono il trattamento chirurgico.

"Trovano indicazione all'intervento, ovviamente, le forme neoplastiche, ma anche la patologia nodulare benigna quando i noduli raggiungono dimensioni tali da causare dei sintomi legati alla compressione da parte della ghiandola, eccessivamente aumentata di volume, sulle strutture cave più vicine ovvero la trachea, provocando sintomi respiratori e l'esofago", spiega Giustacchini. In alcuni casi, patologie mediche possono diventare chirurgiche quando la terapia non riesce più a contrastarne gli effetti e questo è per esempio il caso del morbo di Basedow.

Succede inoltre che ci sia indicazione alla chirurgia anche qualora noduli, anche singoli, comportino un'eccessiva produzione di ormoni tiroidei. L'intervento chirurgico, quando indicato, prevede l'asportazione di tutta la ghiandola (tiroidectomia totale) o di una sua parte (loboistmectomia). In caso di tumore a volte è necessaria anche l'asportazione dei linfonodi (linfadenectomia), questa puoò essere limitata ai linfonodi presenti immediatamente vicino alla tiroide o estendersi a quelli laterocervicali.

In casi selezionati la tiroidectomia puoò essere effettuata con tecnica video-assistita. Grazie all'utilizzo di una telecamera infatti si puoò eseguire l’intervento attraverso una incisione sul collo di 1.5-2 centimetri con conseguenti vantaggi estetici e minore dolore post-operatorio.

Federico Mereta

(medico)

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